Questa estate ci ha lasciato Marina Cepeda Fuentes, c'è chi la conosce e chi no come donna di cultura, ma in primis era un Donna poi tutto il resto. È da giugno che ci penso a questo post ma mi trovo un po' in difficoltà a scrivere di lei. Il problema è che per parlare di lei vi devo parlare di me, non tanto perché la mia e la sua vita si siano in qualche modo incrociate veramente ma perché la sua riscoperta è stata casuale e stimolante per il mio essere donna. Nel 2004 scrisse un libro dal titolo Il surrealismo in cucina tra il pane e l'uovo. A tavola con Salvador Dalì che suscitò la mia attenzione iniziale in termini negativi, pensai "ma a chi interessa un libro con questo titolo?". L'anno dopo pubblicò Le pentole di don Chisciotte. A tavola con il cavaliere della triste figura e pensai "ma in fondo non deve essere nemmeno facile e poi ..." e poi cominciai a pensare che dovevo fare attenzione a cosa mangiavo e a cosa leggevo. Leggere e mangiare sono due azioni che sembrano banali e ripetitive e invece sono importantissime.
Dall'Arabia all'Andalusia, dalla Spagna all'Italia ... ovunque si mangia, ovunque si legge. Più che leggerla Marina veniva ascoltata alla radio e ancora ricordo qualche volta i suoi racconti andalusi. Io andavo a lezione di flamenco e cercavo di capire.
La mia vita andò avanti senza che io pensassi più a questa donna e dopo un po' nemmeno al flamenco.
Nel 2000, anno per me funesto e di una tristezza infinita, con degli amici abbiamo messo in scena in Sardegna, a Tortolì (bellissima regione la Sardegna peccato che la usino per le prove belliche) una storia per bambini scritta da Bruno Tognolini che parlava di Jaanas: Maria mezzomondo. La storia di una bambina che vedeva il mondo diversamente dagli altri ma che aveva dovuto imparare a mediare, a far finta di vederlo anche come gli altri. La bambina era Maria Lai (1919 - 2013) ed era presente (non più bambina) al nostro spettacolo all'aperto, in un chiostro semplice e con pochissima attrezzatura.
Devo dire una grande emozione.
Maria Lai era legata al mondo tessile, cucire, fili, fili che fissano segni, segni che parlano, che diventano lettere, lettere che dicono ... tutti possiamo e dobbiamo parlare. Anche in questo contesto mi sono chiesta perché mentre la donna cerca di emanciparsi, di trovare i suoi spazi di libertà e di diritti Maria Lai parla di telai, di tessitura, di cucito ... proprio quello stereotipo di donna che ... come Marina Cepeda Fuentes parlava di cucina ... anche qui uno stereotipo che ... mi sbagliavo.
Cucinare, cucire, cultura, donna ... in fondo anche le donne hanno fatto la storia ma, proviamo a dire, in fondo le donne hanno fatto la storia. Ragazzi, non è uno scherzo essere donna, peccato che alcune lo scoprono troppo tardi.
La donna per trovare il proprio spazio deve anche conoscersi, riconoscersi e accettarsi e parlare di donne, nel nostro mondo, significa anche parlare di telai, di pentole e cucina, ma soprattutto ... di cultura.
Nel 2011, proprio quando a dispetto della medicina che quasi quasi dava per scontato che non potevo avere figli, proprio mentre io do alla luce il mio secondo figlio, proprio nello stesso anno esce il libro di Marina Cepeda Fuentes Sorelle d'Italia. Le donne che hanno fatto il Risorgimento.
Io, che di storia non ho mai saputo e capito niente, proprio in questi ultimi anni mi sto appassionando di scrittrici che parlano di donne che hanno fatto la storia, scrittrici come Cristina Morató (che sapete essere la mia preferita in assoluto) e Almudena de Arteaga (lo so le spagnole so antipatiche ma a me piacciono assai, che ci devo fare?).
Proprio in quegli anni mi trovo ad uno spettacolo di flamenco con amici e lei è là a parlare, sul palco. Da quel giorno penso "questa donna è una Donna che si è costruita uno spazio e avrà dovuto passare attraverso le mille difficoltà che ogni donna incontra".
Poi, il 21 giugno 2014, proprio il giorno del compleanno di mio marito ... la mia vita è fatta di ricorrenze, nascite di natale e morti di pasqua, compleanni di natale, pasqua, san Valentino e anche di 29 febbraio. Ogni cosa che mi colpisce scopro essere una ricorrenza. Ho evitato la ricorrenza il giorno del mio matrimonio ma mentre disseppellivo mio fratello, proprio quel giorno è morto Gabriel Garcia Marquez ... e così mi ritrovo a pensarci e non dovrei perché in fondo le nostre vite non si sono mai incontrate.
Il post l'ho scritto, chissà se mai lo pubblicherò.
(qualche settimana dopo) ... poi il 20 settembre vado a vedere Libe e Clara che ballano il Flamenco. Foto di Marina Cepede Fuentes scorrono sul telo dietro il palco. Sevilla e sevillanas, Triana, Flamenco e duende ... un batter di tacchi e di mani che generano un batter di cuore. Una ragazza dice "questa una primizia per voi al mirabras. Io non ha mai cantato con un guitarrista dal vivo ma ce la metterò tutta per voi." e ci riesce, è bravissima. Uno spettacolo emozionante. Conosci una persona che non hai mai visto. Alla fine Clara legge una lettera per Marina. Chiedo scusa a Clara se mi permetto. Non voglio entrare in merito ai contenuti perché mi sembra davvero poco rispettoso ma vi descrivo una scena muta:
un palco illuminato, donne 'flamenquere', una di loro prende il microfono, fa un grosso respiro e con un filo di voce (nonostante il microfono) tremolante e la mano che tiene la lettera che trema visibilmente legge ad alta voce, legge a noi il suo cuore, è un dono che fa ai suoi ospiti ... perché condividere con il proprio pubblico un dolore così grande è un atto di coraggio, di generoso coraggio, un atto di amore verso il pubblico e verso la persona amata. Sappiamo tutti quanto il dolore che ci opprime il petto ci faccia desiderare la chiusura e la solitudine ma lei ... grazie.
Una recensione è un giudizio e io non mi sento preparata per questo, mi sento però preparata a riflettere e dunque riflettendo-leggendo: RifLeggendo.
RifLeggendo
L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.
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lunedì 22 settembre 2014
lunedì 1 settembre 2014
Apnea di Paola Tinchitella
Anche questo post pone l'accento sul femminile, sulla femminilità e sulla donna. Paola Tinchitella ha scritto un libro tempo fa che credo possiate trovare ancora su amazon.
Non so perché ma questa volta fatico a decidere cosa scrivere su questo libro.
La forma è curata e lo stile è umano. Potrei dire un libro scritto col cuore ma tocca spesso lo stomaco, almeno il mio.
Allora un libro sulla rabbia ma parla di una rinascita.
Parla di una donna che si mette a nudo fino a trovare (o ritrovare) una via. La via. Quella giusta.
Giusta per chi? Per la morale? Per lei stessa? Cosa significa giusto?
Potrei affrontare un'analisi filosofica partendo dagli studi sull'enneagramma che tanto mi stanno a cuore. In questo caso direi che il libro è stato scritto da tre Paole che albergano in un unico corpo. La Paola di testa, la Paola di cuore e la Paola di pancia. Tre Paole che albergano in un unico corpo, certo è che il corpo della protagonista in questo libro è stato spesso messo a nudo, fisicamente ed emotivamente. Coraggiosamente.
Mi permetto di copiare la sinopsi (o sinossi per chi preferisce) da amazon perché io non saprei scriverla meglio (anche perché in fondo io in realtà non so scrivere):
Dicevo il corpo nudo nella fisicità e nell'emotività. Cito dal libro di Paola
Cosa mi colpisce di questo libro?
Credo la libertà e l'eleganza con cui Paola si esprime parlando di ciò che le donne, in un mondo dove la morale vale più del proprio fisico, dovrebbero tacere, dovrebbero negarsi di provare e soprattutto di dire. Dove la libertà della donna non deve essere espressa perché fa paura all'uomo. Dove l'uomo spaventato può diventare violento ed essere descritto come "povero uomo" dai giornalisti che incalzano nelle nostre vite trasmettendo in questo modo verità false. "Povero uomo" che preso da un raptus (raptus? rapito dal demonio?) ha rapito, maltrattato, violentato, ucciso e fatto a pezzi quella donna, quella bambina ... Paola parla, esprime liberamente sensazioni fisiche, le descrive talmente bene che sembrano morali, forse sono morali? Probabilmente io stessa curo più la mia moralità che il mio fisico e in parte invidio la capacità di Paola di invertire questo binomio. La invidio ma soprattutto ammiro il suo coraggio che mi sento, in questo post, di sostenere per andare avanti.
E mentre parlo di Paola e del suo coraggio le voglio dire di leggere la storia di donne importanti, donne che ce l'hanno fatta, donne che sono riuscite a scalare gli specchi attraverso i libri di Cristina Morató. In Divas Rebeldes, Cristina Morató parla di Coco Chanel e ci insegna come la sua moda, alta moda, abbia vestito le gran dame della nobile ricchezza di nero, esattamente come lei era vestita di nero all'orfanotrofio da bambina, proprio con quell'abitino che l'ha etichettata a rango inferiore. Nello stesso libro troviamo anche la sofferenza di Eva Perón che dopo essere stata a lungo una schifezza di donna (ma anche di bambina) abusata e maltrattata, è riuscita nella vita a riscattarsi e forse per questo è diventata un simbolo importante.
Paola, l'augurio è che tu possa andare oltre. Tieni duro e continua a scrivere perché sei speciale.
Le risposte che aspettiamo arrivano sempre quando meno ce lo aspettiamo.
Cito dal libro di Paola
In questo libro ognuna di noi può trovare la propria rabbia, o la propria dolcezza, o ... in questo libro un uomo può capire qualcosa che gli sfugge della sua compagna. Sarebbe divertente osservare una coppia in cui ciascuno legge questo libro per suo conto, ciascuno prende i suoi appunti a margine e vedere poi in che modo ne parlano insieme. Grazie Paola
Non so perché ma questa volta fatico a decidere cosa scrivere su questo libro.
La forma è curata e lo stile è umano. Potrei dire un libro scritto col cuore ma tocca spesso lo stomaco, almeno il mio.
Allora un libro sulla rabbia ma parla di una rinascita.
Parla di una donna che si mette a nudo fino a trovare (o ritrovare) una via. La via. Quella giusta.
Giusta per chi? Per la morale? Per lei stessa? Cosa significa giusto?
Potrei affrontare un'analisi filosofica partendo dagli studi sull'enneagramma che tanto mi stanno a cuore. In questo caso direi che il libro è stato scritto da tre Paole che albergano in un unico corpo. La Paola di testa, la Paola di cuore e la Paola di pancia. Tre Paole che albergano in un unico corpo, certo è che il corpo della protagonista in questo libro è stato spesso messo a nudo, fisicamente ed emotivamente. Coraggiosamente.
Mi permetto di copiare la sinopsi (o sinossi per chi preferisce) da amazon perché io non saprei scriverla meglio (anche perché in fondo io in realtà non so scrivere):
La vita di Isabel, barricata in una cittadina sull'oceano, scorre lenta, non così il flusso dei suoi pensieri, perennemente in corsa. Nel silenzio, in compagnia dell'unico essere fedele della sua vita, scende in apnea, ascolta le voci del suo io in continua collisione con il suo passato; si scontra con le sue nevrosi che, a tratti, prendono il sopravvento, rendendola vittima di se stessa. Quando appaiono gli "occhi cielo" di un "senzanome" a scuoterla, non è ancora pronta a immergersi in essi; dopo aver vinto l'iniziale ritrosia si getta sicura tra le braccia dell'amante. È qui che avverrà la metamorfosi: allontanandosi dalle sue angosce di bambina, Isabel conoscerà appieno le sensazioni di donna, riportando anima e corpo in equilibrio. Dolcezza e passionalità, parole non dette, silenziose riflessioni, momenti estatici di sensualità, frammenti di rabbiosa presa di coscienza, sogno e paranormale fanno da cornice a quest'intensa storia. È la storia della rinascita dopo la sofferenza...
Dicevo il corpo nudo nella fisicità e nell'emotività. Cito dal libro di Paola
Mi sfioro l'ombelico e sento che lui chiuso dentro me è a un passo. Scivolo via, distesa sul tappeto aspettando che la sua ambrosia mi invada gli addominali, i seni, il collo ... il viso. // Arriva l'intimo che esplode dentro, lui mi raggiunge e mentre scala l'apice della voluttà [...] // E nuove parole sgorgano dagli orgasmi trascorsi, parole fruscianti come pregiata seta.
Cosa mi colpisce di questo libro?
Credo la libertà e l'eleganza con cui Paola si esprime parlando di ciò che le donne, in un mondo dove la morale vale più del proprio fisico, dovrebbero tacere, dovrebbero negarsi di provare e soprattutto di dire. Dove la libertà della donna non deve essere espressa perché fa paura all'uomo. Dove l'uomo spaventato può diventare violento ed essere descritto come "povero uomo" dai giornalisti che incalzano nelle nostre vite trasmettendo in questo modo verità false. "Povero uomo" che preso da un raptus (raptus? rapito dal demonio?) ha rapito, maltrattato, violentato, ucciso e fatto a pezzi quella donna, quella bambina ... Paola parla, esprime liberamente sensazioni fisiche, le descrive talmente bene che sembrano morali, forse sono morali? Probabilmente io stessa curo più la mia moralità che il mio fisico e in parte invidio la capacità di Paola di invertire questo binomio. La invidio ma soprattutto ammiro il suo coraggio che mi sento, in questo post, di sostenere per andare avanti.
E mentre parlo di Paola e del suo coraggio le voglio dire di leggere la storia di donne importanti, donne che ce l'hanno fatta, donne che sono riuscite a scalare gli specchi attraverso i libri di Cristina Morató. In Divas Rebeldes, Cristina Morató parla di Coco Chanel e ci insegna come la sua moda, alta moda, abbia vestito le gran dame della nobile ricchezza di nero, esattamente come lei era vestita di nero all'orfanotrofio da bambina, proprio con quell'abitino che l'ha etichettata a rango inferiore. Nello stesso libro troviamo anche la sofferenza di Eva Perón che dopo essere stata a lungo una schifezza di donna (ma anche di bambina) abusata e maltrattata, è riuscita nella vita a riscattarsi e forse per questo è diventata un simbolo importante.
Paola, l'augurio è che tu possa andare oltre. Tieni duro e continua a scrivere perché sei speciale.
Le risposte che aspettiamo arrivano sempre quando meno ce lo aspettiamo.
Cito dal libro di Paola
"Chiamami appena torni ... non lasciarmi sospesa nel vuoto". Non ho risposta e temo che non l'avrò mai.Ma non vi dirò come andrà a finire.
In questo libro ognuna di noi può trovare la propria rabbia, o la propria dolcezza, o ... in questo libro un uomo può capire qualcosa che gli sfugge della sua compagna. Sarebbe divertente osservare una coppia in cui ciascuno legge questo libro per suo conto, ciascuno prende i suoi appunti a margine e vedere poi in che modo ne parlano insieme. Grazie Paola
martedì 22 luglio 2014
La donna di Gilles di Madeleine Bourdouxhe
Mentre ero in montagna ho riletto un vecchio libro ... un vecchio libro? eh sì, un vecchio libro me lo ha regalato mia cognata nel 2004, ma no nel 2005 che dici? Questa casa editrice lo ha pubblicato nel 2005 ... vado a vedere per essere sicura e guardando bene che è vero, questa casa editrice lo ha pubblicato nel 2005 ma il libro è stato scritto e pubblicato la prima volta a Parigi nel 1937.
Ho sgranato gli occhi nel mio viso tondo e stanco e anche gli occhi della mia mente: come? Così attuale? scritto così tanto tempo fa? E la donna ancora soffre le stesse sensazioni? Ma cosa abbiamo fatto tutti questi anni?
Mi sono soffermata anche sul fatto che questo libro presenta due caratteristiche opposte ma abbastanza peculiari della femminilità. Che strano aggettivo: femminilità! Ognuno di noi in fondo ha un'idea particolare della femminilità (per fortuna). femminile è la mamma che rinuncia a se stessa per i propri figli, la donna che ama troppo il suo uomo e gode di far piacere a lui (godimento emotivo), la donna che non si accontenta del godimento emotivo e vuole l'esaltazione emotiva e il godimento fisico ... oppure femminilità è come la donna si veste, come mette la sua gambetta quando sfoggia la posa fotografia o ancora la femminilità sta nel desiderio sessuale che una donna ha o che suscita ... che cos'è la femminilità?
Una cittadina della Francia operaia, Élisa e suo marito Gilles (naturalmente operaio) sono felicemente sposati con due figlie. Élise è di nuovo incinta. Lui si innamora perdutamente di Victorine. La donna scoperto il tradimento soffre in silenzio (scoprirete in qualche modo che si tratta di un doppio tradimento) sperando in un ripensamento di lui.
Non lo giudica, non lo condanna, non lo caccia, non chiede spiegazioni, non ... aspetta un segno di lui ... fino a ....!
L'altra si gode la vita e più è intricante e più le piace.
in fondo sono due donne cresciute nello stesso quartiere, nella stessa casa, sono ...
Di seguito qualche citazione per farvi entrare nel vivo (emotivo) del libro:
Poi ... la solitudine:
Ho sgranato gli occhi nel mio viso tondo e stanco e anche gli occhi della mia mente: come? Così attuale? scritto così tanto tempo fa? E la donna ancora soffre le stesse sensazioni? Ma cosa abbiamo fatto tutti questi anni?
Mi sono soffermata anche sul fatto che questo libro presenta due caratteristiche opposte ma abbastanza peculiari della femminilità. Che strano aggettivo: femminilità! Ognuno di noi in fondo ha un'idea particolare della femminilità (per fortuna). femminile è la mamma che rinuncia a se stessa per i propri figli, la donna che ama troppo il suo uomo e gode di far piacere a lui (godimento emotivo), la donna che non si accontenta del godimento emotivo e vuole l'esaltazione emotiva e il godimento fisico ... oppure femminilità è come la donna si veste, come mette la sua gambetta quando sfoggia la posa fotografia o ancora la femminilità sta nel desiderio sessuale che una donna ha o che suscita ... che cos'è la femminilità?
Una cittadina della Francia operaia, Élisa e suo marito Gilles (naturalmente operaio) sono felicemente sposati con due figlie. Élise è di nuovo incinta. Lui si innamora perdutamente di Victorine. La donna scoperto il tradimento soffre in silenzio (scoprirete in qualche modo che si tratta di un doppio tradimento) sperando in un ripensamento di lui.
Non lo giudica, non lo condanna, non lo caccia, non chiede spiegazioni, non ... aspetta un segno di lui ... fino a ....!
L'altra si gode la vita e più è intricante e più le piace.
in fondo sono due donne cresciute nello stesso quartiere, nella stessa casa, sono ...
Di seguito qualche citazione per farvi entrare nel vivo (emotivo) del libro:
Lei lo aspetta, gli occhi pesanti per l'insonnia; quando lui non c'è, dorme male. Si lascia prendere, docile e tenera, affascinata da quella gioia che illumina il viso chino su di lei, e allorché Gilles, impaziente di soddisfare il suo innato orgoglio di maschio, le chiede goffamente se ha avuto la sua parte di piacere, risponde di sì in piena buona fede, giacché non concepisce per sé altra gioia che quella di averne procurata a Gilles.
Ma la puttanella alzò la testa: era di quelle che capiscono al volo e non si lasciano sfuggire l'occasione. // Ci sono donne in cui è il cuore a svilupparsi in maniera esagerata. Per Victorine, a dominare su tutto era il sesso. Era nata in quel modo, non poteva farci niente, povera figliola. Ciò non toglie però che è una vergogna essere così.Ma davvero c'è un modo giusto di essere se stessi? Di essere femminile? Alcuni dicono "la tua libertà finisce dove inizia la mia" altri dicono "la mia libertà finisce dove inizia la tua" ma cosa è la libertà? E soprattutto cos'è la libertà per una donna? Cosa vuol dire "io sono così?". Femminilità e libertà sono forse quasi due sinonimi?
"Ma no sono io ... tutto mi sembra strano ...è per via del mio stato. Ma ero così per le gemelle? Bam! Un altro calcetto ...in mezzo alla pancia di sua madre ... Sarà un tipo forzuto, questo qui ... Sì, semmai sono io ... Be', andiamo avanti ... ".Benché molti scrittori tradizionalisti non amino i ... (puntini di sospensione) io credo che rendano bene l'idea di una mente stanca e confusa che passa da un pensiero all'altro, dalla realtà alla fantasia e ci danno uno spazio dove incanalare la nostra emozione di fronte alla lettura, l'azione catartica di quel momento di lettura, di quel brano, di quella frase, di quella singola frase. In ogni caso sempre usati con moderazione. A parte questo mi chiedo, quante donne pensano che sia colpa loro? Tante! Eppure, io credo, una donna quando si sente amata si deve sentire bene. Sarà anche colpa del tipo di cultura e del tipo di insegnamento che è passato? Forse sì, per questo leggere aiuta a migliorare la nostra percezione del benessere e di molto altro.
Poi ... la solitudine:
Infatti Èlisa, interrompendo la sfilata delle immagini, pensò tra sé: "Da alcune settimane c'è qualcosa tra Gilles e Victorine ... Forse è già troppo tardi per impedire il peggio ...". // No, Èlisa, questa volta soffrirai da sola. Per la prima volta non puoi fare appello all'amore di Gilles, ti devi difendere come se fossi sola al mondo.La solitudine, tipica di chi subisce, di chi soffre, di chi fa paura agli altri. Pensiamoci a questa solitudine ... il libro è stato scritto e pubblicato la prima volta a Parigi nel 1937 ... ancora oggi ci sono donne sole, che soffrono e pensano sia colpa loro. Direi che è ora di cambiare la tendenza.
Fece come se niente le gravasse nel cuore, fuorché quella gioia dolorosa ed estenuante che ogni amore comporta. // E adesso? Gilles si è girato dall'altra parte e dorme profondamente. Èlisa, con un sapore di cenere in gola, guarda l'eterna finestra verdeazzurra e il chiarore giallastro che il lume notturno diffonde sulle cose. Domani ci sarà ancora da soffrire ...
giovedì 13 marzo 2014
la Donna nella Diffusione letteraria
Da corriere.it leggo questo articolo e già mi sale la bile:
Nelle Antologie Scolastiche la Letteratura ancora non è Donna
Ma invece di arrabbiarmi decido che vale la pena darmi da fare, spero con l'aiuto di tante altre donne che sono stanche di essere messe da parte sapendo, per sentito dire e per sentito pesare sulla propria schiena, quanto invece siamo importanti.
Ho aperto il blog nel novembre 2012 e da allora non ho scritto moltissimo ma ho parlato di qualche donna, oggi mi impegno a parlare più spesso di qualche donna. Naturalmente non è un grande voce la mia ma un piccolo contributo, una goccia nel mare ... ma in fondo il mare è fatto di tante gocce.
Difficilmente si studia a scuola su un'antologia piena di nomi di autrici femminili, anticamente le donne per scrivere usavano pseudonimi maschili, oggi se andate in libreria comunque la % più alta spetta al maschio. Specifico che uso maschio e femmina perché secondo me si tratta di genere. La letteratura aiuta anche a capire il mondo, ad aprire gli occhi, a guardare con occhi diversi ma se questi occhi sono sempre di genere maschile ... dove andiamo? Finora siamo diretti al fallimento culturale e alla fine del pianeta sovrastato da un mucchio di immondizia.
A voler essere cattiva sapete cosa penso? Sono i maschi ad aver inventato l'invidia del pene, perché sono invidiosi di non poter ricreare.
In ogni caso ripropongo qui le scrittrici delle quali ho parlato nel mio blog e propongo alle professoresse di scuola, ma possibilmente anche ai professori maschi, di far leggere sempre più spesso anche autrici femminili (e se qualcuno lo fa ce lo potrà magari anche raccontare).
Letteratura infantile e per ragazzi
Agnès de Lestrade e Valeria Docampo - La grande fabbrica delle parole
Marjolaine Leray - Un Piccolo Cappuccetto Rosso
Laura Orsolini - Buon Compleanno
Martín Roca y Esther Burgueño - El espantapajaros y los ratones
Concha Lòpez Navàrez - Juan Ramòn Jiménez
Margherita Oggero - Il compito di un gratto da strada
Lingua italiana
Nadia Fusini - Due volte la stessa carezza
Paola Tinchitella - Dire Fare Baciare Lettera Testamento
Oriana Fallaci - Rabbia e Orgoglio
Lingua ispanica
Julia Navarro - Espara ya estoy muerto
Almudena de Arteaga - Eugenia de Montijo
Cristina Morató - Divas rebeldes
Isabel Allende - Dos palabras
Lingua anglofona
Marie - Calico Kitten
Rita Lange Severino - Dressed for snow
Eventi
25 novembre Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne
D come donna - un racconto ramingo al femminile
Maria Giovanna Rosati Hansen - Due chiacchiere con
Nelle Antologie Scolastiche la Letteratura ancora non è Donna
Ma invece di arrabbiarmi decido che vale la pena darmi da fare, spero con l'aiuto di tante altre donne che sono stanche di essere messe da parte sapendo, per sentito dire e per sentito pesare sulla propria schiena, quanto invece siamo importanti.
Ho aperto il blog nel novembre 2012 e da allora non ho scritto moltissimo ma ho parlato di qualche donna, oggi mi impegno a parlare più spesso di qualche donna. Naturalmente non è un grande voce la mia ma un piccolo contributo, una goccia nel mare ... ma in fondo il mare è fatto di tante gocce.
Difficilmente si studia a scuola su un'antologia piena di nomi di autrici femminili, anticamente le donne per scrivere usavano pseudonimi maschili, oggi se andate in libreria comunque la % più alta spetta al maschio. Specifico che uso maschio e femmina perché secondo me si tratta di genere. La letteratura aiuta anche a capire il mondo, ad aprire gli occhi, a guardare con occhi diversi ma se questi occhi sono sempre di genere maschile ... dove andiamo? Finora siamo diretti al fallimento culturale e alla fine del pianeta sovrastato da un mucchio di immondizia.
A voler essere cattiva sapete cosa penso? Sono i maschi ad aver inventato l'invidia del pene, perché sono invidiosi di non poter ricreare.
In ogni caso ripropongo qui le scrittrici delle quali ho parlato nel mio blog e propongo alle professoresse di scuola, ma possibilmente anche ai professori maschi, di far leggere sempre più spesso anche autrici femminili (e se qualcuno lo fa ce lo potrà magari anche raccontare).
Letteratura infantile e per ragazzi
Agnès de Lestrade e Valeria Docampo - La grande fabbrica delle parole
Marjolaine Leray - Un Piccolo Cappuccetto Rosso
Laura Orsolini - Buon Compleanno
Martín Roca y Esther Burgueño - El espantapajaros y los ratones
Concha Lòpez Navàrez - Juan Ramòn Jiménez
Margherita Oggero - Il compito di un gratto da strada
Lingua italiana
Nadia Fusini - Due volte la stessa carezza
Paola Tinchitella - Dire Fare Baciare Lettera Testamento
Oriana Fallaci - Rabbia e Orgoglio
Lingua ispanica
Julia Navarro - Espara ya estoy muerto
Almudena de Arteaga - Eugenia de Montijo
Cristina Morató - Divas rebeldes
Isabel Allende - Dos palabras
Lingua anglofona
Marie - Calico Kitten
Rita Lange Severino - Dressed for snow
Eventi
25 novembre Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne
D come donna - un racconto ramingo al femminile
Maria Giovanna Rosati Hansen - Due chiacchiere con
venerdì 14 febbraio 2014
D come donna - un racconto ramingo al femminile
Salve a tutti, sembra non stia avendo un grande successo questa mia proposta però qualche coraggiosa ... e coraggioso lo abbiamo trovato, almeno per dare il via a questo viaggio al femminile. Ho ricevuto solo un paio di incipit ma mi bastano:
Mi ha scritto un amico dicendo che sarebbe felice di sapere cosa ogni donna pensa di ogni uomo e propone un incipit molto semplice:
Di seguito il link all'articolo precedente:
Articolo precedente D come donna - un racconto ramingo al femminile, español: Cuento viajero de mujeres, in English: a worldly woman tale
Mi ha scritto un amico dicendo che sarebbe felice di sapere cosa ogni donna pensa di ogni uomo e propone un incipit molto semplice:
"Camminavo lungo la strada solitaria quando capii che dovevo aprirmi, dovevo andare a dirgli tutto. Mi voltai, corsi indietro a gran velocità e bussai fortissimo al suo portone ..." [Adriano]Poi un'amica ha proposto un incipit che ha toccato una questione che in questo periodo mi sta a cuore (anche se sono lontana, ahimè) e mi sembra un incipit molto più profondo. Ho deciso che questo è l'incipit da cui partire per questo viaggio:
"Non avevo detto nulla a nessuno. Andai da sola alla visita con l'oncologo e lui mi disse tutto quello che non avrei mai voluto sentire, ascoltare, capire ... capire? Pensate che sia così facile capire? Pensate che sia così immediato capire? Solo quel giorno ho cominciato ad apprezzare la vita terrena. Solo quel giorno ho cominciato a capire che non bisognava aver paura della paura. Tornai a casa e guardai i miei tre figli: 5 anni, femminuccia; 9 anni, maschietto; 13 anni, femminuccia. Ero diventata mamma per la prima volta a 30 anni. Mi misi per terra a giocare con i miei bambini e aspettai l'arrivo di mio marito. Lo aspettai senza versare una lacrima."Vediamo se troviamo qualche altra coraggiosa che se la sente di andare avanti, di metterci un pezzettino. Intanto direi che cerchiamo di capire chi è questa donna? Come si chiama? Sicuramente ha 43 anni e probabilmente, ha riscontrato un tumore? o si tratta di altro? Dove vive? Che lavoro fa? Come si chiamano i suoi figli? E suo marito? Spero di ricevere qualche altra mail coraggiosa. Intanto grazie a Sandra per il prezioso incipit (forse troppo forte per una follia come questa, ma magari si risolve tutto nel migliore dei modi).
Di seguito il link all'articolo precedente:
Articolo precedente D come donna - un racconto ramingo al femminile, español: Cuento viajero de mujeres, in English: a worldly woman tale
lunedì 10 febbraio 2014
D come donna - un racconto ramingo al femminile
Ciao a tutti,
questa volta sono qui a proporvi una follia, un gioco, un racconto mondano al femminile.
Una cosa che forse ci porterà via del tempo ma che forse potrà dire qualcosa sulle Donne, farà dire qualcosa alle Donne, farà parlare delle Donne.
Il gioco è semplice da un incipit generico che vi dirò prossimamente, vorrei che ciascuna donna, anzi Donna, apportasse il suo contributo con la sua storia, narrando, aggiungendo qualcosa al personaggio e all'incipit.
Cercherò di mettere insieme i pezzi in ordine e possibilmente dando un senso alla storia che si va piano piano formando. Quando ci saranno un bel numero di contributi e la storia avrà avuto un inizio, un imprevisto, una soluzione e una conclusione la trasformerò in un e-book gratuito con il nome di tutte le autrici. Chiunque potrà scaricare l'e-book dal blog.
L'idea è quella di un libro che da voce alle Donne, scritto da Donne, da far girare nel mondo (anche se un piccolo, piccolissimo, mondo).
Non c'è un vincitore a questo gioco ma sicuramente ci sarà una voce importante.
L'idea mi è venuta leggendo "Una passeggiata con Mr Gladstone" di Roy Lewis (che ormai avrete capito essere uno dei miei autori preferiti), nella traduzione di Maria Grazie Bellone . Inghilterra, il quattro volte primo ministro Gladstone si era dato una missione pia: adescava dal marciapiede prostitute per consegnarle poi a sua moglie che le inseriva nei suoi asili e si occupava del loro riscatto terreno (?), ma più che altro ultraterreno. In una sua passeggiata notturna Gladstone, conosce Walter (pseudonimo dell'autore di una scandalosa autobiografia del periodo vittoriano, La mia vita segreta). La pia missione di Walter, invece, è molto fisica e fortemente biologica. Il "puttaniere" (mi posso permettere? ditemelo voi) Walter presenta Cora Pearl (cortigiana, amante di Napoleone III e musa di Zola - vi basta?) al benefattore quattro volte primo Ministro inglese Mr Gladstone. Cosa succederà?
Cosa succederà andatelo a leggere, è un libro molto carino e pieno di stimoli. Quello che mi ha colpito è l'incontro tra questi due personaggi, forse con lo stesso carattere ma con obiettivi opposti.
Così la descrive il pio Mr Gladstone:
Ed ecco invece la descrizione di Walter, quello che può anche essere inteso come l'altra faccia della stessa medaglia (così si dice vero? Ogni medaglia ha un lato buono e uno cattivo, uno che odora e uno che puzza ecc...).
Ma la prostituta è solo il pre-testo per parlare di una borghesia bigotta che si salva l'anima con opere pie e di una borghesia lussuriosa che salva le anime altrui facendole divertire. Persone che vivono nella stessa terra, o Terra, e rispecchiano mondi diversi, ma parlano della stessa cosa.
L'idea che mi è venuta è quella di dare voce alle diverse facce della Donna (maschietti tacete, so già a cosa pensate, ma la Donna non in quanto prostituta, piuttosto in quanto fragile, fisicamente più forte rispetto alla malattia ma più debole rispetto al sesso maschile, madre con dolore, con rinuncia e sacrificio mentre sorride e lavora, e cucina, e pulisce, e racconta storie, e accontenta il marito ... mentre prevede il futuro e cerca di prevenirlo per dare a ciascun membro della sua famiglia, antica e nuova, un posto dignitoso da occupare fino alla fine, mentre cerca dignità in gran parte riservata agli uomini. Ma ci sono anche donne che conducono la loro vita come se fossero uomini, non parlo di omosessualità, parlo di Donne che non tollerano la fragilità delle altre Donne, non condividono i sacrifici delle altre Donne, non condividono - o non conoscono, o non capiscono - le altre Donne e vivono come gli uomini.
In questi giorni mi dedicherò a scovare nel mio cassetto segreto un incipit che valga la pena e se ve la sentite costruiremo insieme questo racconto al femminile. Se nel frattempo qualcuna ha un incipit da proporre sarò ben lieta di cederle il passo.
questa volta sono qui a proporvi una follia, un gioco, un racconto mondano al femminile.
Una cosa che forse ci porterà via del tempo ma che forse potrà dire qualcosa sulle Donne, farà dire qualcosa alle Donne, farà parlare delle Donne.
Il gioco è semplice da un incipit generico che vi dirò prossimamente, vorrei che ciascuna donna, anzi Donna, apportasse il suo contributo con la sua storia, narrando, aggiungendo qualcosa al personaggio e all'incipit.
Cercherò di mettere insieme i pezzi in ordine e possibilmente dando un senso alla storia che si va piano piano formando. Quando ci saranno un bel numero di contributi e la storia avrà avuto un inizio, un imprevisto, una soluzione e una conclusione la trasformerò in un e-book gratuito con il nome di tutte le autrici. Chiunque potrà scaricare l'e-book dal blog.
L'idea è quella di un libro che da voce alle Donne, scritto da Donne, da far girare nel mondo (anche se un piccolo, piccolissimo, mondo).
Non c'è un vincitore a questo gioco ma sicuramente ci sarà una voce importante.
L'idea mi è venuta leggendo "Una passeggiata con Mr Gladstone" di Roy Lewis (che ormai avrete capito essere uno dei miei autori preferiti), nella traduzione di Maria Grazie Bellone . Inghilterra, il quattro volte primo ministro Gladstone si era dato una missione pia: adescava dal marciapiede prostitute per consegnarle poi a sua moglie che le inseriva nei suoi asili e si occupava del loro riscatto terreno (?), ma più che altro ultraterreno. In una sua passeggiata notturna Gladstone, conosce Walter (pseudonimo dell'autore di una scandalosa autobiografia del periodo vittoriano, La mia vita segreta). La pia missione di Walter, invece, è molto fisica e fortemente biologica. Il "puttaniere" (mi posso permettere? ditemelo voi) Walter presenta Cora Pearl (cortigiana, amante di Napoleone III e musa di Zola - vi basta?) al benefattore quattro volte primo Ministro inglese Mr Gladstone. Cosa succederà?
Cosa succederà andatelo a leggere, è un libro molto carino e pieno di stimoli. Quello che mi ha colpito è l'incontro tra questi due personaggi, forse con lo stesso carattere ma con obiettivi opposti.
Così la descrive il pio Mr Gladstone:
" [...] Sì, la figura raccolta su se stessa, il contegno che esprime supplica e ritrosia insieme, sono inconfondibili. [...] Con gli abiti curati e rispettabili, il personale svelto, il vizio che offre è succulento e servito con i modi della signorina per bene. Forse è una governante caduta in disgrazia, o la figlia disonorata di un ecclesiastico povero ... Dichiarano spesso di essere tali, e lui ha imparato che è scandalosamente vero. "E sempre Mr Gladstone fa differenza tra una prostituta e l'altra, ci sono quelle sfortunate di buona famiglia e quelle che lo sono e basta, dalla nascita, e che non ci puoi fare niente.
"Lui si toglie un'altra volta il cappello, maestosamente rimette in tasca l'eloquente opuscolo di Dickens, offre alla ragazza uno scellino, subito afferrato e saggiato con i denti senza peraltro che sia arginato il fiotto di oscenità che lo segue per alcuni metri lungo il parapetto. Egli sospira e sa comprendere. Non gli fa piacere, ma ne ha viste di peggio e lo accetta come parte del suo operare, l'espiazione della sofferenza, che in qualche maniera va condivisa. La moneta, per lo meno, aprendole la porta della rivendita di gin, la toglierà per un paio d'ore dalla degradazione della strada."
Ed ecco invece la descrizione di Walter, quello che può anche essere inteso come l'altra faccia della stessa medaglia (così si dice vero? Ogni medaglia ha un lato buono e uno cattivo, uno che odora e uno che puzza ecc...).
"[...] Le Maddalene (riferendosi alle prostitute che riescono a sfuggire a quel mondo) sono rare - e per giunta poco seducenti, in generale. Sono spesso le donne che riescono maluccio nella professione e si ritirano dalla mischia accontentandosi della magra zuppa offerta dalle anime pie. Quelle che sanno cavalcare la vita allegra, almeno per alcuni anni, hanno una sorte sicuramente preferibile e se la passano meglio di quanto non farebbero in un ospizio dove vige una dura disciplina, il vitto è monotono e il lavoro rieducativo è noioso [...] Ne ho conosciute parecchie, che si sono sottoposte alla cura e poi sono tornate alle antiche abitudini con notevole sollievo ... per non usare un'espressione più forte!"
Ma la prostituta è solo il pre-testo per parlare di una borghesia bigotta che si salva l'anima con opere pie e di una borghesia lussuriosa che salva le anime altrui facendole divertire. Persone che vivono nella stessa terra, o Terra, e rispecchiano mondi diversi, ma parlano della stessa cosa.
L'idea che mi è venuta è quella di dare voce alle diverse facce della Donna (maschietti tacete, so già a cosa pensate, ma la Donna non in quanto prostituta, piuttosto in quanto fragile, fisicamente più forte rispetto alla malattia ma più debole rispetto al sesso maschile, madre con dolore, con rinuncia e sacrificio mentre sorride e lavora, e cucina, e pulisce, e racconta storie, e accontenta il marito ... mentre prevede il futuro e cerca di prevenirlo per dare a ciascun membro della sua famiglia, antica e nuova, un posto dignitoso da occupare fino alla fine, mentre cerca dignità in gran parte riservata agli uomini. Ma ci sono anche donne che conducono la loro vita come se fossero uomini, non parlo di omosessualità, parlo di Donne che non tollerano la fragilità delle altre Donne, non condividono i sacrifici delle altre Donne, non condividono - o non conoscono, o non capiscono - le altre Donne e vivono come gli uomini.
In questi giorni mi dedicherò a scovare nel mio cassetto segreto un incipit che valga la pena e se ve la sentite costruiremo insieme questo racconto al femminile. Se nel frattempo qualcuna ha un incipit da proporre sarò ben lieta di cederle il passo.
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