RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 17 febbraio 2015

Femminista e femminile - riflessioni personali e prossime letture

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http://rifleggendo.blogspot.it/p/femminista-e-femminile-riflessioni.html

18 febbraio 2015 - La donna è un'opera d'arte, ce lo dice Bukowski
Premetto che io non sono amante di Charles Bukowski ma non considero negativo tutto ciò che non mi piace. In realtà ognuno di noi ha qualcosa da insegnare all'altro e da imparare dall'altro e sicuramente io da lui posso imparare molto.
Mi è capitata tra le mani una poesia che parla di una donna. La condivido qui, in questo spazio confuso di lettura e di riflessione che parla della donna perché mi sembra un'immagine abbastanza forte e indicativa (come tutte le immagini dello stesso autore).
Donna che dorme
(di Charles Bukowski - non trovo riferimenti al traduttore) 
di notte mi siedo sul letto e t'ascolto
russare
t'ho incontrata in un'autostazione
e ora guardo con stupore la tua schiena
bianca fino alla nausea e macchiata
di lentiggini infantili
mentre il lume rovescia l'insolubile
dolore del mondo
sul tuo sonno. 
non posso vedere i tuoi piedi
ma devo credere che sono
piedini deliziosi. 
a chi appartieni?
sei vera?
penso a fiori, animali, uccelli
sembrano tutti più che buoni
e così chiaramente
reali. 
man puoi far a meno di essere
una donna, siamo tutti destinati
a essere qualcosa, il ragno, la cuoca,
un quadro, appeso al muro
in qualche galleria. 
[...] 
ma io so che sei
un'opera moderna,
contemporanea
forse non immortale
però ci siamo
amati. 
[...]
Non conosco la teoria che riguarda Bukowski e non sono interessata a documentarmi, io leggo e rifletto sulle immagini che mi arrivano. L'immagine di questa poesia è davvero agghiacciante, a parer mio. Una donna che dorme, una donna che ha amato, che è stata amata. Chi è questa donna? La schiena di un bianco che da fastidio - forse perché indica la purezza? e macchiata di lentiggini infantili - una donna o una bambina? Che orrore ci sta raccontando l'autore?
Ma non puoi fare a meno di essere una donna, siamo tutti destinati ad essere qualcosa. Che rappresenta questa passiva accettazione della vita? Vuole forse essere la giustificazione all'orrore?
Però ci siamo amati? - forse, se davvero è una bambina, non sa cosa vuol dire amare, forse non sa proprio cosa vuol dire essere amata ... forse, speriamo che mi sbaglio!
Questa donna ammaliatrice ed amante perché nella vita deve essere qualcosa, questa bambina ... è femminile questa immagine?

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14 febbraio 2015 - San Valentino - Ma è solo una questione di femmine o esiste anche maschile e maschilista?
Lo so, oggi è San Valentino ma al riguardo sono atea e amo mio marito, i miei figli, i miei genitori, i miei amici ogni giorno che mi va e niente più. Per questa ricorrenza preferisco stare a casa, è il compleanno di mia madre. A casa mangiamo tutti insieme, festeggiamo, ridiamo e ci vogliamo bene. Costa poco ed è molto allegro.
In ogni caso oggi ho trovato un vecchio libro nello scaffale di casa, un libro che parla di amore in modo quasi scandaloso e lo cito qui, in questa giornata di amore in cui il mondo si muove per l'amore (cene fuori, regali, cuoricini ...). In realtà lo cito per parlare di altro ma comincio dallo sbocciare dell'amore in un ragazzo di 17 anni che scopre che amore e sesso pur essendo due cose distinte possono andare a braccetto, in Giappone come in Europa.
Da Sex & Sushi, Racconti erotici dal Giappone, a cura di Cristina Ceci (Piccola Biblioteca Oscar Mondadori), Su un letto a du piazze di Nakayama Chinatsu (non trovo riferimento al traduttore), come un ragazzetto scopre l'amore:
Chissà perché prima di conoscerla pensavo che l'amore e il sesso fossero due cose distinte! La desideravo con il corpo e con la mente.
[...]
L'amore mi aveva rimbecillito. I miei compagni mi prendevano in giro perché avevo sempre la testa tra le nuvole. Ma a me non importava. Quel poco mi bastava a far sbocciare nel mio cuore un fossile imperturbabile.
Dallo stesso racconto cito la descrizione dei ragazzetti diciassettenni che ancora bambini ma con desideri da adulti sfogano un machismo sessuale sfrenato (a quanto pare anche in Giappone), poi alcuni crescono altri rimangono in questo stadio tutta la vita. Mi domando se questa descrizione mostri più una peculiarità dell'essere maschio, o un barbaro essere maschilista alle origini. Un po' come il femminismo e la femminilità.
A voi la citazione:
Quell'aria da sgualdrina della signora Jones era ormai nota tra di noi.
[...]
"Te la sei già fatta la signora Jones?": era ormai una specie di slogan tra noi compagni. Poi chi rispondeva di sì poteva assicurarsi per alcuni giorni il titolo di "figo" del gruppo. Il "figo" in questione descriveva nei minimi particolari il suo corpo e il suo modo di ansimare, e quelli che ascoltavano erano costretti a raccogliere la saliva che si accumulava in bocca, come a immaginarsi un lecca lecca mai visto.
In effetti avevamo un'età in cui non era strano desiderare ancora i vari lecca lecca.
[...]
Amare e poi fare sesso. Quando l'ho visto in un film ho provato una sensazione stranissima. Perché l'amore ti fa finire a letto? Anche gli amici con cui ne ho parlato, fingendo di saperlo non mi hanno dato nessuna spiegazione.
Non credo ci sia bisogno dei miei commenti, oggi è la festa dell'amore e lascio a ciascuno la sua fantasia sull'evoluzione di questa storia.
Si perché lo devo dire questa storia, benché ricca di descrizioni particolareggianti, lascia molto spazio alla fantasia del lettore. In effetti sembra proprio che l'autore guidi il lettore all'interno della sua fantasia, erotica e non. Chi era al telefono? Era morto il marito? O forse stava tornando? Chi erano i vicini di cui parla la signora Jones? Ma forse a lei non piaceva? ... Mi piacciono i libri che lasciano spazio alla fantasia del lettore.
Con questo accenno, volevo porre l'attenzione sul fatto che non esistono solo un femminismo e una femminilità ma anche un maschilismo e una maschilità (infatti, rispondo alcune femministe, viviamo in un mondo maschile e maschilista!).
Sarebbe carino affrontare anche queste differenze.

Cari miei leggo tanto e differente perché sono ottusa e cerco di capire ma alla fine, come Don Quijote, invece di capire mi rimbecillisco, speriamo bene!
Certo, scrivere è un atto coraggioso, può essere penoso e può essere allegro, ma per essere di valore deve avere un canale introspettivo disposto alla condivisione. Un po' come spogliarsi in mondovisione tutti parlano di te, tu non sai chi sono tutti ma parli di tutti attraverso te stesso. Ci vuole sudore e coraggio.
Riflettevo a questa cosa con amici e ho trovato una risposta al perché si condividono citazioni brevi senza commenti personali. Perché ci si attiene alla critica dei grandi critici. Leggere e commentare in pubblico con parole proprie è un po' come scrivere, metti a nudo te stesso e questo spaventa. Meglio parlare degli altri che esporsi in prima persona, anche se viviamo nell'epoca di "io ci metto la faccia".



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11 febbraio 2015 - Riflessioni e definizioni, sesso forte e sesso debole

Su La natura della donna, in L'arte di trattare le donne di Arthur Schopenhauer (scritto nel 1851) leggiamo:
Il bel sesso
Il sesso femminile, di statura bassa, dis palle strette, di fianchi larghi e di gambe corte, può essere stato chiamato il bel sesso soltanto dall'intelletto maschile obnubilato dall'istinto sessuale: in altre parole, tutta la bellezza femminile risiede in quell'istinto.
Aggiungo più avanti e poi mi permetto di domandare:
Un colpo maestro della natura
Con le donne la natura fa un colpo maestro: riunisce in esse, a una certa ora della giovinezza, tutte le bellezze e tutti gli incanti per attirare con forza gli sguardi distratti degli uomini, per indurli in tentazione mette a tacere ogni riflessione e li manda in rovina. È la natura  che produce la giovane ... per la quale gli individui si dannano e i popoli si sterminano. Essa le dà per giunta la civetteria, la quale mette in rilievo la bellezza e, se necessario, vi supplisce.
Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell'infanzia appunto perché sono esse stesse puerili, sciocche e miopi, in una parola rimangono per tutta la vita grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l'uomo, che è il vero essere umano.
Dunque vediamo, per prima cosa amiche state calme, lo so, lo so, Schopenhauer non è il massimo esponente delle femministe ma analizziamo quello che scrive: la donna, il secondo sesso, il sesso destinato a DOVER amare un uomo tutta la vita, un uomo che ovviamente può commettere adulterio però è il sesso che tenta tutti gli uomini (spinti dal loro istinto sessuale) e fa tremare la terra, nascere guerre tra i popoli ... il sesso schiavo che comanda sugli uomini fottuti dal loro stesso orgoglioso istinto sessuale.
Un ragionamento come questo vi suona femminista o femminile? Ovvero sono una femminista che sparla dello stupido uomo o sono una lettrice che analizza reali caratteristiche delle donne, secondo voi?

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10 Febbraio 2015 - Non è proprio tipico di una donna? 
Visto che ancora non trovo un libro che mi ispira sull'argomento femminilità ma ne trovo tanti sul femminismo, prendo un piccolo passo da un vecchio libro:
"Bene, le canne le abbiamo. Torniamo a casa", disse lei, brusca.
"Be', non è proprio tipico di una donna?" Butch spostò i pesanti steli "Porta un uomo molto fuori dalla ua strada per tagliare tre volte tante canne di quante gliene occorrono, poi vuole farlo marciare a casa a passo di corsa, prima che possa riposarsi un momento o prendere quelle erbe per le quali in realtà è venuto fin qui."
Da Black Erotica (Erotique Noir) a cura di Miriam De Costa, Willis Reginald Martin e Roseann P. Bell. Traduzione di Luigi Schenoni, Maria Teresa Marenco e Delfina Vezzoli.
Che dite è femminilità o altro?

Visto che ancora non trovo un libro che mi ispira sull'argomento femminilità ma ne trovo tanti sul femminismo, prendo un piccolo passo da un vecchio libro:

"Bene, le canne le abbiamo. Torniamo a casa", disse lei, brusca.
"Be', non è proprio tipico di una donna?" Butch spostò i pesanti steli "Porta un uomo molto fuori dalla ua strada per tagliare tre volte tante canne di quante gliene occorrono, poi vuole farlo marciare a casa a passo di corsa, prima che possa riposarsi un momento o prendere quelle erbe per le quali in realtà è venuto fin qui."

Da Black Erotica (Erotique Noir) a cura di Miriam De Costa, Willis Reginald Martin e Roseann P. Bell. Traduzione di Luigi Schenoni, Maria Teresa Marenco e Delfina Vezzoli.

Che dite è femminilità o altro?

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Questa volta non c'è nessun libro, ci sono le mie personali riflessioni. Idee, sensazioni, fantasia ... tutto tratto dall'osservare il mondo naturalmente con i miei occhi. Non c'è nessuna aspettativa dietro questo post, solo mi rendo conto che a 20 anni non hai la maturità di una trentenne e a 30 anni non hai la maturità di una quarantenne e così via. Questa immaturità, però, la donna spesso la paga un prezzo molto alto e allora rifletto e dico: Attenzione a cosa insegniamo ai nostri figli perché anche loro potrebbero pagare la nostra immaturità.

Femminismo e femminilità, due apparentemente sinonimi che ultimamente vanno quasi a braccetto, ma vanno d'accordo?

Cito femminilità da wikipedia
La femminilità può essere percepita come l'insieme delle caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali giudicate da una specifica cultura come idealmente associate ad una donna, e che la distinguono dall'uomo.
A differenza del sesso femminile, che è una classificazione biologica e fisiologica collegata al sistema riproduttivo, la "femminilità" si riferisce principalmente alle caratteristiche sessuali secondarie e ad altri comportamenti e caratteristiche, generalmente considerate proprie delle donne.
Gli attributi più comunemente percepiti come associati alla femminilità sono tratti della personalità quali il prendersi cura, la qualità di donare la vita, la creatività, l'apertura ad altre persone.
A proposito di questa citazione vorrei dire che io sono d'accordo che gran parte (ma non tutte) le caratteristiche che distinguono la femminilità dalla mascolinità, sono create dalla cultura e crescono con essa. Così è per la lingua, così è per le abitudini religiose, festaiole, etiche .... e anche per lo stereotipo di genere che con il tempo e con la cultura, oltre che con le lotte, può essere modificato.

Cito femminismo da wikipedia
Il femminismo è un movimento complesso ed eterogeneo che si è sviluppato con caratteristiche in ogni paese ed epoca. Molti fattori contribuiscono a definire e ridefinire il concetto di femminismo e le pratiche politiche ad esso connesse (ad esempio classe, etnia, sessualità). Al suo interno ci sono quindi diverse posizioni e approcci teorici, tant'è che a oggi alcune studiose, teoriche e/o militanti femministe parlano di femminismi.
Anche in questa seconda citazione notiamo come non si può mettere da parte l'antropologia culturale ed essere femministe a prescindere dalla cultura nella quale si vive, ma si è femministe con la cultura nella quale si vive.

La mia riflessione nasce da fattori casuali che mi hanno portato ad essere circondata da "femministe di diverso genere" ed essendo stata distratta da altre preoccupazioni familiari, ci ho messo un po' a fare la mia personale distinzione di genere.
Nella mia fase immatura, ero femminista perché è giusto che le donne abbiano e rivendichino i loro diritti, ora sono femminista con i piedi di piombo. Laddove il femminismo significa aggressività, pregiudizio, negatività ... io mi fermo.
Sono disposta a sostenere la Donna e non l'aggressività di alcune donne.

Ci sono femministe che pensano che essere Donna significhi essere libera di scegliere.
Per loro essere libere di scegliere significa potersi vestire diversamente da tutti gli altri e trattano con sufficienza ogni donna che si veste in modo tradizionale, ogni donna che ama il rosa (sottolineo che io a 18 anni vestivo con cappello da uomo e cravatta e mi piaceva lo stile di Anna Oxa, ma anche lei poi è cambiata e anche io).
Queste donne combattono tutti e tutte e additano la donna che scelgono una femminilità tradizionale e mi domando, è questa la libertà? E se io mi voglio mettere un vestitino rosa semplice? Devo per forza essere appariscente e diversa per essere femmina e femminile?
Questo è il significato che date alla parola libertà e parità di diritti? E quelle donne che se non lavorano non mangiano ed escono di casa alle 7.00d i mattina, fanno un lavoro noioso per 8 o 10 ore e poi tornano e hanno dei figli a cui cercano di dare il massimo? Cibo buono, amore, dolcezza e perché no anche il ciambellone? Si lo so, quelle le guardate con gli occhi amorevoli di una madre e dite: poverine, ma loro che c'entrano? che ne sanno?
È questa la libertà di cui parlate? A me suona prepotenza, e dico che queste persone più che a femministe femminili somigliano a yuppies anni '60.

Ci sono poi femministe che lottano per i diritti delle donne senza dimenticare che sono madri, che partorire è doloroso, che la scelta di una madre influisce maggiormente sulla serenità di un figlio, che la responsabilità verso un figlio è la prima cosa. Donne che permettono anche agli uomini di stare dalla loro parte, donne alle quali non importa come sei vestito, donne capaci di accettare la diversità culturale e personale senza quel senso di clemenza e di superiorità.
Donne che dopo essere state alla manifestazione, tornano a casa dai loro figli o con i loro figli e non gli insegnano ad odiare il prossimo ma piuttosto a preparare un ciambellone in allegria.
Ad apprezzare le piccole gioie della vita. Anche qui mi fermo, io non sono così forte, ma vi ammiro!

Finito di leggere Walden, la prossima riflessine la vorrei fare su un libro di Simone de Beauvoir e su un libro (che sto ancora cercando) che invece parli di una femminilità più frivola (se qualcuno ha un consiglio, sarò grata), anche la frivolezza a volte aiuta a vivere bene.