RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 25 agosto 2014

Chiamarlo amore non si può di 23 autrici sulla violenza contro le donne

Eccomi di nuovo qui, post ferie, a leggere e a rifleggere anche se ... le migliori riflessioni si fanno in ferie, con la propria famiglia, condividendo amore e vita con i propri figli, il proprio marito, i propri genitori e gli amici. La mia riflessione estiva riguarda l'essere se stessi. Essere se stessi è diventato esageratamente difficile e sembra che dia fastidio. Norme e regole ovunque sulle buone maniere, sul come vestirsi, sul cosa dire e come dirlo ma poco rispetto delle norme igienico-sociali, niente amore nel pagare le tasse ... per fortuna sono felice di poter dire, nel bene e nel male, sono me stessa e sono così. Parlo di libri anche se non sono una super letterata, traduco anche se non sono bilingue, vado in bicicletta con i miei bambini anche se ho paura di essere investita da una macchina e ho dolore alle giunture, guardo mio marito scapigliato e lo trovo buffo e lo amo per questo. Mi arrabbio con mia madre mentre ringrazio il cielo che esiste o sarei disperatamente persa nella solitudine. Vorrei un paese più sciolto, più sincero, più professionale, più onesto ... ma per ora me la cavo anche così.

Questa estate ho scoperto un libro, non troppo ben fatto ma sicuramente fatto con il cuore.
L'ho scoperto per sbaglio. Cercavo su internet alcuni brani di Edoardo Bennato e mi è apparso il titolo di questo libro che devo dire ha colto la mia curiosità fino a comprarmelo.
La prima cosa che voglio fare, che mi sembra doverosa, è nominare le 23 autrici:
Anna Baccelliere, Alessandra Berello, Rosa Tiziana Bruno, Fulvia Degl'Innocenti, Ornella Della Libera, Giuliana Facchini, Ilaria Guidantoni, Laura Novello, Isabella Paglia, Daniela Palumbo, Elena Peduzzi, Cristiana Pezzetta, Annamaria Piccione,  Manuela Piovesan, Livia Rocchi, Maria Giuliana Saletta, Chiara Segrè, Luisa Staffieri,  Annalisa Strada, Pina Tromellini, Pina Varriale, Laura Walter, Giamila Yehya.

Riporto dalla copertina:
Le autrici e l'editore devolvono all'Aidos i compensi derivanti da questo libro e in particolare al progetto: Salute e prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili in Burkina Faso.
 Salute e prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili in Burkina Faso.
Questa frase da sola già dovrebbe condurre le nostre menti alla riflessione, all'informazione, alla comprensione, al gridare BASTAAAA!

Chiedo scusa se sbaglio e non intendo offendere nessuno anzi, tutta ammirazione; a me ha dato la sensazione di essere un libro fatto più con il cuore che con la testa, con l'emotività che con la grammatica. Un libro più stile Céline (Luis-Ferdinand) che Proust (Valentin Louis Georges Eugène Marcel) ma dall'alto della mia ignoranza chiedo scusa a tutti: autrici, editore, Céline e Proust.
Un libro per tutti ma a chi lo indirizza l'editore principalmente? Cito dal quarto di copertina:
Cari ragazzi e care ragazze che vi affacciate al mondo dei grandi, questo libro è per voi. Perché impariate dai nostri errori, impariate che amore vuol dire rispetto e non sopraffazione, che amare vuol dire permettere all'altro/a di essere se stesso. Insomma l'amore non può essere egoista, altrimenti non lo si può chiamare amore.
Mi sembra una buona idea: 23 autrici, 23 racconti che vogliono portare alla riflessione e al dialogo aperto sull'amore, sul rispetto, sull'altro, sul diverso ... a tutti gli adolescenti confusi del mondo? Be' almeno ai nostri, nel mondo ci sono adolescenti, maschi e femmine che non hanno modo di essere confusi ... anche questa è una bella riflessione. Non citerò ogni racconto ma due o tre:
Aspettò Marco fuori di scuola, il venerdì, quando lui finiva un quarto d'ora dopo. / - Ti devo parlare? / - Di cosa? Aveva detto lui freddo. / - Perché dici in giro quelle cose di me? / Lui fece spallucce. - Non dico niente e comunque te lo meriti, penso. No? / Aveva sentito gli occhi che si bagnavano. / - Senti, se vuoi che tutto smetta, rimettiti con me e basta. / Aveva scosso la testa. / Lui l'aveva presa per il braccio. - Tanto so che mi hai mollato perché sei una stronza. Ti ho visto che facevi la scema con quel tuo compagno sfigato. / Lei non capiva. Non sapeva nemmeno di cosa stesse parlando. Le faceva male il braccio.
- Mi sento così in colpa. Quel bastardo voleva colpire me. L'avevo lasciato e non lo accettava. Lei ha cercato solo di difendermi e lui ... -  disse Lola scoppiando a piangere. / - Conosco bene la storia e rievocarla ti causerà solo altro dolore. Te lo ripeto ancora una volta: non è colpa tua. Tu eri svenuta.
lo sentii farfugliare, parlare tra sé. Non capivo. Stavo mettendo a posto le ultime cose prima di cena, quando all'improvviso m sentii afferrare dalle spalle. // Non ebbi il tempo di realizzare cosa stesse accadendo, perché ... era già accaduto. Gemiti, parole sconnesse il suo posto, sì, il suo posto. Mi lasciò a terra, tremante, sporca, di un lerciume che nessun sapone può lavare e con addosso, indelebile, il suo odore, l'odore acre dell'ossessione. // Mio padre. 
Buona Riflettura.