RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 1 settembre 2014

Apnea di Paola Tinchitella

Anche questo post pone l'accento sul femminile, sulla femminilità e sulla donna. Paola Tinchitella ha scritto un libro tempo fa che credo possiate trovare ancora su amazon.
Non so perché ma questa volta fatico a decidere cosa scrivere su questo libro.
La forma è curata e lo stile è umano. Potrei dire un libro scritto col cuore ma tocca spesso lo stomaco,  almeno il mio.
Allora un libro sulla rabbia ma parla di una rinascita.
Parla di una donna che si mette a nudo fino a trovare (o ritrovare) una via. La via. Quella giusta.
Giusta per chi? Per la morale? Per lei stessa? Cosa significa giusto?
Potrei affrontare un'analisi filosofica partendo dagli studi sull'enneagramma che tanto mi stanno a cuore. In questo caso direi che il libro è stato scritto da tre Paole che albergano in un unico corpo. La Paola di testa, la Paola di cuore e la Paola di pancia. Tre Paole che albergano in un unico corpo, certo è che il corpo della protagonista in questo libro è stato spesso messo a nudo, fisicamente ed emotivamente. Coraggiosamente.

Mi permetto di copiare la sinopsi (o sinossi per chi preferisce) da amazon perché io non saprei scriverla meglio (anche perché in fondo io in realtà non so scrivere):
La vita di Isabel, barricata in una cittadina sull'oceano, scorre lenta, non così il flusso dei suoi pensieri, perennemente in corsa. Nel silenzio, in compagnia dell'unico essere fedele della sua vita, scende in apnea, ascolta le voci del suo io in continua collisione con il suo passato; si scontra con le sue nevrosi che, a tratti, prendono il sopravvento, rendendola vittima di se stessa. Quando appaiono gli "occhi cielo" di un "senzanome" a scuoterla, non è ancora pronta a immergersi in essi; dopo aver vinto l'iniziale ritrosia si getta sicura tra le braccia dell'amante. È qui che avverrà la metamorfosi: allontanandosi dalle sue angosce di bambina, Isabel conoscerà appieno le sensazioni di donna, riportando anima e corpo in equilibrio. Dolcezza e passionalità, parole non dette, silenziose riflessioni, momenti estatici di sensualità, frammenti di rabbiosa presa di coscienza, sogno e paranormale fanno da cornice a quest'intensa storia. È la storia della rinascita dopo la sofferenza... 

Dicevo il corpo nudo nella fisicità e nell'emotività. Cito dal libro di Paola
Mi sfioro l'ombelico e sento che lui chiuso dentro me è a un passo. Scivolo via, distesa sul tappeto aspettando che la sua ambrosia mi invada gli addominali, i seni, il collo ... il viso. // Arriva l'intimo che esplode dentro, lui mi raggiunge e mentre scala l'apice della voluttà [...] // E nuove parole sgorgano dagli orgasmi trascorsi, parole fruscianti come pregiata seta.

Cosa mi colpisce di questo libro?
Credo la libertà e l'eleganza con cui Paola si esprime parlando di ciò che le donne, in un mondo dove la morale vale più del proprio fisico, dovrebbero tacere, dovrebbero negarsi di provare e soprattutto di dire. Dove la libertà della donna non deve essere espressa perché fa paura all'uomo. Dove l'uomo spaventato può diventare violento ed essere descritto come "povero uomo" dai giornalisti che incalzano nelle nostre vite trasmettendo in questo modo verità false. "Povero uomo" che preso da un raptus (raptus? rapito dal demonio?) ha rapito, maltrattato, violentato, ucciso e fatto a pezzi quella donna, quella bambina ... Paola parla, esprime liberamente sensazioni fisiche, le descrive talmente bene che sembrano morali, forse sono morali? Probabilmente io stessa curo più la mia moralità che il mio fisico e in parte invidio la capacità di Paola di invertire questo binomio. La invidio ma soprattutto ammiro il suo coraggio che mi sento, in questo post, di sostenere per andare avanti.
E mentre parlo di Paola e del suo coraggio le voglio dire di leggere la storia di donne importanti, donne che ce l'hanno fatta, donne che sono riuscite a scalare gli specchi attraverso i libri di Cristina Morató. In Divas Rebeldes, Cristina Morató parla di Coco Chanel e ci insegna come la sua moda, alta moda, abbia vestito le gran dame della nobile ricchezza di nero, esattamente come lei era vestita di nero all'orfanotrofio da bambina, proprio con quell'abitino che l'ha etichettata a rango inferiore. Nello stesso libro troviamo anche la sofferenza di Eva Perón che dopo essere stata a lungo una schifezza di donna (ma anche di bambina) abusata e maltrattata, è riuscita nella vita a riscattarsi e forse per questo è diventata un simbolo importante.

Paola, l'augurio è che tu possa andare oltre. Tieni duro e continua a scrivere perché sei speciale.
Le risposte che aspettiamo arrivano sempre quando meno ce lo aspettiamo.
Cito dal libro di Paola
"Chiamami appena torni ... non lasciarmi sospesa nel vuoto". Non ho risposta e temo che non l'avrò mai.
Ma non vi dirò come andrà a finire.
In questo libro ognuna di noi può trovare la propria rabbia, o la propria dolcezza, o ...  in questo libro un uomo può capire qualcosa che gli sfugge della sua compagna. Sarebbe divertente osservare una coppia in cui ciascuno legge questo libro per suo conto, ciascuno prende i suoi appunti a margine e vedere poi in che modo ne parlano insieme. Grazie Paola