RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

venerdì 14 febbraio 2014

D come donna - un racconto ramingo al femminile

Salve a tutti, sembra non stia avendo un grande successo questa mia proposta però qualche coraggiosa ... e coraggioso lo abbiamo trovato, almeno per dare il via a questo viaggio al femminile. Ho ricevuto solo un paio di incipit ma mi bastano:

Mi ha scritto un amico dicendo che sarebbe felice di sapere cosa ogni donna pensa di ogni uomo e propone un incipit molto semplice:

"Camminavo lungo la strada solitaria quando capii che dovevo aprirmi, dovevo andare a dirgli tutto. Mi voltai, corsi indietro a gran velocità e bussai fortissimo al suo portone ..." [Adriano]  
Poi un'amica ha proposto un incipit che ha toccato una questione che in questo periodo mi sta a cuore (anche se sono lontana, ahimè) e mi sembra un incipit molto più profondo. Ho deciso che questo è l'incipit da cui partire per questo viaggio:
"Non avevo detto nulla a nessuno. Andai da sola alla visita con l'oncologo e lui mi disse tutto quello che non avrei mai voluto sentire, ascoltare, capire ... capire? Pensate che sia così facile capire? Pensate che sia così immediato capire? Solo quel giorno ho cominciato ad apprezzare la vita terrena. Solo quel giorno ho cominciato a capire che non bisognava aver paura della paura. Tornai a casa e guardai i miei tre figli: 5 anni, femminuccia; 9 anni, maschietto; 13 anni, femminuccia. Ero diventata mamma per la prima volta a 30 anni. Mi misi per terra a giocare con i miei bambini e aspettai l'arrivo di mio marito. Lo aspettai senza versare una lacrima."
Vediamo se troviamo qualche altra coraggiosa che se la sente di andare avanti, di metterci un pezzettino. Intanto direi che cerchiamo di capire chi è questa donna? Come si chiama? Sicuramente ha 43 anni e probabilmente, ha riscontrato un tumore? o si tratta di altro? Dove vive? Che lavoro fa? Come si chiamano i suoi figli? E suo marito? Spero di ricevere qualche altra mail coraggiosa. Intanto grazie a Sandra per il prezioso incipit (forse troppo forte per una follia come questa, ma magari si risolve tutto nel migliore dei modi).
Di seguito il link all'articolo precedente:
Articolo precedente D come donna - un racconto ramingo al femminileespañol: Cuento viajero de mujeresin English: a worldly woman tale