RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Juan Diego Botto - Invisibles (voces de un trozo invisible de este mundo)

Juan Diego Botto racconta la vita degli immigrati in Spagna, il significato delle immigrazioni e i giochi di potere che si creano intorno a questo fenomeno. Li racconta in modo semplice e onesto, senza vittimismo né lagnoso paternalismo; ne parla come fosse la cosa più normale al mondo ... e forse lo è. Lui, emigrato a due anni in Spagna con sua madre e sua sorella (e una sorella nel grembo materno). Suo padre, un giornalista "desaparecido". Una realtà della quale tutti abbiamo sentito parlare, ma che vuol dire? Questo libro è l'esempio concreto che sapere è una cosa ... sapere consapevolmente un'altra! Ho provato a contattare l'autore per fargli qualche domanda per voi ma non ci sono (naturalmente) riuscita. Un libro onesto, chiaro, umano ... 4 monologhi inventati, tratti da storie vere. Ci parla della diseguaglianza, che cos'è? A che serve? Chi la crea? Come la si distrae? Chi ha i privilegi li mantiene attraverso la diseguaglianza nascosta, più diseguaglianza c'è, più privilegi ha chi la crea. Come si crea la diseguaglianza? Creando povertà e ignoranza. E come si fa? Si creano correnti di pensiero alle quali ci si affeziona in massa, si creano attraverso la televisione, il cinema, i libri, i giornali, internet, le università, le scuole etc... e così molti credono che in realtà l'immigrato ... ma chi è l'immigrato? (non è l'italiano che nel post guerra va in Africa a costruire ponti e autostrade e poi torna ricco in Italia?) ... l'immigrato di cui si parla qui è colui che ha rinunciato alla sua dignità in cambio di un tozzo di pane e una scarpa bucata, è colui che ha rinunciato alla sua dignità per salvare quella dei figli. È veramente lui che ti ruba il posto di lavoro, la scuola, il nido, il posto in ospedale, i mezzi di trasporto ...? È veramente lui il colpevole di tutto? Chi è il povero ricco e possidente (possidente di oggetti e persone?) che governa un paese e proclama una legge che permette all'immigrato di lavorare (o al datore di lavoro di farlo lavorare) 20 ore consecutive tutti i giorni in cambio di un salario bassissimo e senza garanzie? Chi è il ricco e possidente (possidente tutti i servizi pubblici in modo gratuito proprio perché ricco?) che proclama un aumento di stipendio ingiustificato a stipendi già esageratamente alti invece di aprire un nuovo ospedale, sanare un'ala di un ospedale esistente, aprire nuove scuole o assumere nuovi maestri e professori (perché ci servono più politici che maestri o infermieri, giusto?). Chi è il povero ricco e possidente (possidente forse una fabbrica o un'industria?) che proclama leggi in favore di incentivazioni alla rottamazione per l'acquisto di nuove auto sempre più ecologiche ma ... ecologiche un pezzettino ogni anno ...? un'ecologia che crea invecchiamento precoce del pianeta e dei beni venduti ... invece di proclamare leggi che incentivano l'utilizzo dei mezzi di trasporto funzionanti e puliti (altrimenti come salviamo il paese - quale ala del paese - se non compriamo macchine?)? Chi sono gli "investor" che puntano a far alzare il prezzo del riso? (e giuro sulle mie esperienze lavorative che è vero) e dopo che questo sale (come nel 2008) migliaia di famiglie nel mondo abbassano il loro livello nutrizionale e si ammalano e hanno fame e ... l'ONU chiede volontariato e solidarietà ma non chiede di impedire che le leggi, proibiscano di speculare su un bene di prima necessità. E molto, molto di più ma ... vi invito alla lettura e spero alla riflessione!
[citazione]
Sé que ese tipo de comentarios son espoleados por muchos medios de comunicación que actúan como correas de transmisión de algunos partidos políticos o de intereses empresariales. Sé que siempre es rentable electoralmente culpar de los males que nos asolan no al gobierno que hace mal su trabajo, no a las empresas que despiden trabajadores, no a la banca que ejecuta los desahucios, sino al <<otro>>, al negro, al moro, al latino, al distinto, al de fuera o, dicho en otra manera, al pobre. Y es que el xenófobo no suele despreciar o estigmatizar a un empresario extranjero que, pongamos por caso, viene a montar un gigantesco casaino y recibe todos tipos de regalos de las entitades públicas en forma de subvenciones o exenciones fiscales. No. Lo que molesta es el pobre. Pero para poder acusarlo, para poder culpabilizarlo, es necesario primero desvictimizarlo.
[traduzione mia]
So bene che tali osservazioni sono stimolate da media che fungono da mezzi di trasmissione per sviluppare interessi politici o commerciali. So che è redditizio in campo elettorale additare il colpevole dei mali che ci affliggono, riferendoci non al governo che fa un cattivo lavoro, né alle aziende che licenziano i lavoratori, né alle banche che eseguono gli espropri, ma piuttosto all' <<altro>>, al nero, al moro, al latino, al diverso, allo straniero o, in altre parole, al povero. Lo xenofobo non disprezza, o stigmatizza, un imprenditore straniero che, per esempio, viene a costruire un casinò ricevendo doni da tutti i tipi di enti pubblici sotto forma di  sovvenzioni o sgravi fiscali. No. Ciò che dà fastidio è il povero. Per accusarlo, però, e poterlo colpevolizzare, è prima necessario de-vittimizzarlo.