RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

giovedì 1 ottobre 2015

Il Puzzle di Dio di Laura Costantini e Loredana Falcone

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"Il Puzzle di Dio", pezzi, tessere, un mosaico ... la mia mente vaga già alle prime pagine. Corre indietro nel mio passato, un passato che albergava a Londra, quando studiando counseling, teatro, economia e fisica quantica con una professoressa che credeva nella vita e nelle pulsioni del mondo, ho sentito parlare dell'impronta di Dio. Un unico segno per ogni cosa, tutto per quanto diverso possa sembrare, nasce da un unico segno, da tutti riconosciuto, da tutti cercato, da tutti desiderato ma nessuno sa cosa sia. Il primo approccio a questa lettura mi ha portato a Londra, nella Londra che ho abitato io tra il 2000 e il 2004, per questo non riuscivo a concentrarmi sul mio obiettivo: intervistare le autrici.
Ho dovuto leggere il libro due volte prima di potermi staccare dalla storia e fare un'analisi del testo.




Ogni particolare tecnico di un argomento così complesso quanto sconosciuto è stato curato in ogni dettaglio, tanta fantasia ma nulla lasciato ad una scrittura intuitiva.
Ho provato a contattare Laura e Loredana per chiedere loro come si organizzano per curare con tanta precisione il dettaglio di un libro che a leggerlo sembra nato liberamente, spontaneamente, senza ripensamenti.


Non lo avrei mai detto ma hanno risposto alle mie domande e desidero condividere con voi le loro stesse parole:
Non è stata una ricerca preliminare e voluta. Nel caso de "Il Puzzle di Dio", il dettaglio delle misteriose ed enormi tessere ci è venuto incontro dalle pagine di un quotidiano nazionale, ormai qualche anno fa. Perché le tessere esistono e, in un certo numero, sono custodite in un museo di Ufa, una città russa.
In realtà crediamo ci sia una parte della mente di chi scrive che è sempre in allerta per cogliere lo spunto giusto dal quale partire per creare una storia. 
Insisto sul dettaglio perché la loro precisione mi ha colpito molto. Quanto tempo dedicate allo studio del dettaglio?
Dipende dal tipo di storia. Nel caso del Puzzle, il lavoro di studio e documentazione è stato lungo e laborioso per ogni singolo particolare. E crediamo si percepisca, anche se abbiamo cercato di non fare un errore da principianti quale può essere voler far sfoggio dello studio intrapreso. L'importante è possedere il bagaglio giusto per rendere reali situazioni e atmosfere.  La nostra è narrativa da intrattenimento e come tale ci piace venga affrontata dal lettore. Spetterà a lui cogliere eventuali spunti di riflessione. 
Come dicevo prima, se il dettaglio tecnico nella storia non è lasciato al caso, nemmeno la lingua usata è lasciata all'intuito o all'ispirazione. Ogni parola sembra essere stata pesata, osservata, filtrata e scelta con cura, quasi pagata a caro prezzo.
Siete particolarmente brave con la lingua italiana (e quasi quasi mi sento in difficoltà nello scrivere proprio a voi) da impostare una scrittura a getto e dar vita a un romanzo così ricco, composto e corretto, oppure fate un pignolo lavoro di revisione?
La revisione è continua e costante. Favorita dal nostro essere in due. A ogni sessione di scrittura, rileggiamo le ultime pagine scritte. A voce alta. È un passaggio importantissimo, perché ascoltare le parole aiuta a capire se il ritmo funziona, se il suono è armonioso, se ci sono ripetizioni. Impossibile ottenere il meglio alla prima stesura. Inoltre, separatamente, rileggiamo tutto quanto abbiamo prodotto e poi ci confrontiamo sui punti che non ci hanno convinte. 
Un plot tanto fantastico, quanto realistico, quanto possibilistico (parola lasciata al desiderio più che alla grammatica). Fantasia o studi socio-politici?
Attenzione alla realtà. Passione per l'analisi di quanto accade nel mondo e, certo, fantasia. Quella è la base. Ma i nostri trascorsi di studio di storia moderna e contemporanea hanno lasciato il segno. Così, sebbene il roanzo abbia avuto una gestazione molto lunga, è successo che sia uscito in un momento storico in cui il fondamentalismo islamico è al centro delle vicende socio-politiche del mondo intero. E ci siamo ritrovate in mano una vicenda che toccava il tema, anche, delle cellule terroristiche dormienti. Sono cose ce succedono a chi scrive, perché quelle antenne di cui parlavamo alla prima domanda sono sempre in ascolto e captano il mondo.
Il successo che riscuotete con i vostri libri è quello che pensate di meritare o vi aspettate ogni volta di più?
Non è un questione di successo, di classifiche, di vendite. Vorremmo riuscire a raggiungere molti più lettori di quelli che ci hanno seguite fino a oggi. Ma lo vorremmo perché la nostra passione si nutre di emozioni che riusciamo a suscitare in coloro che ci leggono.  Quindi sí, vorremmo una maggiore/migliore diffusione dei nostri romanzi. E non è a caso che siamo affidate ad una casa editrice digitale. Gli e-book non sono costretti a soggiacere al regime di monopolio della distribuzione nelle mani dei soliti noti. Non svaniscono dagli scaffali dieci giorni dopo essere stati pubblicati. Non si devono ordinare scontrandosi con la pigrizia di commessi che non vogliono neanche fare la fatica di digitare su una tastiera. Il nostro Puzzle ha avuto un'ottima accoglienza e ottimi riscontri. È vero che i lettori disposti a passare all'e-reader non sono ancora moltissimi in Italia. Ma è un fatto che, nella flessione generale delle vendite in libreria, l'unica percentuale positiva è proprio quella che riguarda gli e-book.
Amnis Petronia ... segreti di Roma, nozioni archeologiche o passione?
Siamo nate a Roma, le abbiamo dedicato più di un romanzo e non finiamo mai di scoprire aspetti, storie e segreti. Anche le notizie sull'Amnis Petronia e sulle acque sotterranee ci sono venute incontro grazie a una serie di articoli pubblicati dalla stampa nazionale. Abbiamo approfondito e condito il tutto con la fantasia. Una fantasia che, proprio grazie a una base realistica, diventa verosimile per il lettore e lo trascina nella storia insieme ai nostri protagonisti.
Cosa vi spinge a dire "siamo pronte per un nuovo libro?"
Rischiamo di risultare antipatiche, ne siamo consapevoli. Ma diremmo una bugia se parlassimo di tormento interiore, di fatica, di blocco dello scrittore o di crisi davanti a uno schermo bianco. Noi siamo sempre pronte per un nuovo libro. Abbiamo moltissime storie da raccontare e ogni volta che ci imbattiamo in un nuovo spunto, ci guardiamo e sappiamo di star pensando la stessa cosa: ne verrebbe fuori una bella storia. Raccontare ci appassiona moltissimo. È uno scopo. Per questo, mentre ancora "Il Puzzle di Dio" ottiene attenzione e recensioni positive, stiamo per dare alle stampe (digitali) un nuovo romanzo. Completamente diverso dal Puzzle. Dal Thriller con elementi mistery siamo passate al romance storico e la stessa casa editrice digitale (la goWare), ancora una volta, ha creduto in noi.
"Ricardo y Carolina" è ambientato nel Messico di Benito Juarez, dell'imperatore Massimiliano d'Asburgo e della sfortunata imperatrice Carlotta. E siamo certi che i lettori apprezzeranno l'approccio femminile, e femminista, a un periodo storico per il quale si parla sempre e solo di uomini.
Questa volta niente riflessioni personali, non vi lascio nessun lingotto emotivo da scartare, vi regalo le parole delle autrici e la voglia di leggere questo libro così appassionante, quasi più di un amante e spero leggere presto Ricardo y Carolina che per qualche motivo, ora, mi sta a cuore.