RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 6 ottobre 2014

Getting Married by George Bernard Shaw (GBS)

Che succede in questo importante periodo storico che stiamo vivendo? Siamo tutti molto presi ed emotivamente suscettibili per fermarci e chiederci "cosa sta succedendo?", "Perché gira tanta rabbia?", "Cosa si sta muovendo al riguardo?". In realtà sembra di muoversi sempre intorno alle stesse cose: divari di classi sociali, femministe in rivolta, nazi-razzisti violenti in circolazione ma in questi giorni abbiamo anche le sentinelle che leggono: un ordinato e non violento ma un modo "culturale" per scongiurare che un atto di libertà possa essere proclamato ufficialmente come legale e libero.
Vi chiedo scusa sin da ora ma dal mio punto di vista è un "modo non violento di essere violenti".
Mi ricorda la paura di legalizzare l'aborto e il divorzio. Queste cose, che a me sembrano medievali (ma il mio pensiero non fa testo perché in fondo io non sono nemmeno tanto intelligente e soprattutto non so nulla del medioevo), mi fanno venire in mente l'agorafobia.
La mia sensazione è che ci siano delle persone che hanno scelto (per un motivo o per un altro) di vivere la loro vita seguendo alcuni schemi (come tutti del resto), il loro problema è che non tollerano che altri possano scegliere di viverla diversamente.
"Perché?"
"che fastidio da chi la pensa diversamente da te?"
Anche io sono contraria al movimento delle sentinelle ma lo rispetto e sarei disposta anche ad offrire loro del caffè.
Il mio senso di libertà nasce dal fatto che la mia vita è così (a parte gli eventi fuori programma e naturali ai quali non ti puoi sottrarre) perché lo scelta io, nel bene e nel male.
Questo mio senso di libertà mi permette di accettare le sentinelle così come sono, pari a me e a tutti gli altri.
Mi sembra giusto che un omosessuale manifesti per un suo diritto, che una donna manifesti per il diritto al divorzio e all'aborto e che loro manifestino per un loro diritto. Quello che fatico a comprendere è qual è il loro diritto per il quale manifestano.
Qualcuno mi ha detto: "Manifestano per non far proclamare i diritti ai gay".
Questa frase mi sembra un po' povera. Ricordate? Se un cane ha 4 zampe, dunque un gatto che ha 4 zampe è un cane!
Non sento alcuna rabbia leggendo le notizie sulle sentinelle ma piuttosto sento che c'è della paura in giro. Ma chi è ad avere paura?
La mia sensazione è che queste persone abbiano paura che la promiscuità sia una cosa negativa.
È chiaro che se per promiscuità si intende facciamo entrare gli immigrati che non affogano in mare in Italia (ed è un problema italiano e non della comunità europea - perché siamo comunità solo quando si tratta di pagare le tasse o fare scalpore), rinchiudiamoli a marcire in 4000 in un posto che ne può ospitare 40 e poi quando puzzano abbastanza e sono putrefatti accusiamoli di portarci pure le malattie; certo sono d'accordo che la promiscuità è pericolosa.
Ma se pensiamo che quello che causa tutto questo baccano, movimento, malattie e guerre sono i soldi e non la promiscuità ... allora forse potremmo diventare più tolleranti.  Diventare tolleranti?
Parlo da ignorante perché io non sono nessuno, ma l'accettazione piuttosto che la tolleranza, l'amore piuttosto che la violenza, la cultura piuttosto che il commerciale ... vengono dalla resistenza di nessuno alla sottomissione gratuita.

Agli uomini si fa credere che se la donna acquisisce diritti ne perderanno loro (non è vero), alle donne si fa credere che la donna è fatta per procreare e non per godere (come se fosse la stessa cosa - non è vero), la famiglia sembra non esistere se non secondo il modello prestampato che si trova in cartoleria (infatti meglio orfani e buttati tra i cassonetti che adottati da una coppia gay che magari da poi loro un'istruzione a spese del sociale).
La donna non è colei che dotata del dono della maternità permette all'essere umano (uomo o donna che sia, bianco nero o rosso ma anche verde o giallo) di riprodursi e andare avanti cercando di apportare il suo beneficio al mondo ... - ... no la donna è colei che ha peccato per aver trombato l'uomo (magari anche sotto violenza) e che quindi deve essere punita a vita per questo meno diritti, poca gentilezza, parto doloroso e giustamente perché darle il voto, il divorzio e l'aborto? E poi basta co sta cosa che anche le donne vogliono lavorare, vi è stato concesso di fare le maestrine, non esagerate suvvia. Mica si possono assumere troppe donne a rischio maternità? Che le paghiamo noi le loro maternità? Mia madre lavorava nei campi quando era incinta di me (pare vero che quelli nati dalle madri che lavoravano nei campi possano andare a dire ciò).
Capisco che una donna che ha rinunciato da sempre e per sempre alla sua sessualità, alla sua indipendenza sociale ed economica e alla sua libertà di parola possa pesare un po' concedere ora dei diritti addirittura ai gay, pensateci:
"cazzo la mia vita sta per finire e non mi sono goduta niente e ora questi mi dicono che ho sbagliato tutto? E no, non posso accettarlo"
ma i giovani?
In ogni caso il cambiamento è in atto allo stesso modo in cui è in atto la rivoluzione climatica.
Ci vorranno 70 anni di grande freddo per ripristinare la serenità?
Forse almeno un paio di generazioni .... apprezzo le sentinelle perché fanno la loro lotta a suon di libri e non di botte e mi sembra un grandissimo progresso.
Detto questo, alle 4.00 di notte e sotto l'effetto del sonno e di un piede che mi fa tanto male, in questo periodo di riflessioni a suon di libri mi sento di condividere con voi le riflessioni di George Bernard Shaw (GBS) sulla questione del matrimonio.
Io adoro GBS, un vero scrittore sociale (e sapete che io sto lavorando alle mie fiabe sociali e sono un po' fissata) e ho letto diverse cose di lui ma come sempre c'è qualcuno che ne sa molto più di me e per questo mi permetto di condividere il suo articolo piuttosto che farne una brutta copia io.
Nell'articolo si parla di matrimonio, si citano alcuni autori e poi si riportano alcuni brani della premessa di GBS, le sue riflessioni sul matrimonio come folle contratto di amore. In sintesi (e Giulia, tu che sembri un po' scura, tu che usi la testa e pure il cuore senza confonderti, correggimi se sbaglio e se ho capito male) lui dice che è follia pensare di fare un contratto che duri per tutta la vita basandosi sull'alchimia amorosa che annebbia il cervello in quel lasso di tempo. Un matrimonio è un contratto legale e sociale e non amoroso.
Ma se in questo contratto si deturpano i diritti di una delle parti (vedi la donna) allora come si può chiamarlo legale? (Anarkikka lo saprebbe descrivere con una splendida smorfia).
La monogamia non è propiamente la cosa più naturale del mondo, l'importante è non togliere diritti o possibilità ad una delle parti e mantenere le responsabilità verso i figli. Poi viene l'amore ... che è un'altra cosa ... può un contratto che dice che un uomo e una donna si DEVONO amare per tutta la vita essere legalmente valido? Può realmente impedire che uno/una ad un certo punto si innamori di un altro/a?
L'insensatezza dell'uomo è davvero data dalla promiscuità? Una lettura lunga e in inglese quella che vi propongo ma cercate di non tralasciarla perché gli spunti di riflessione sono tanti. (GBS 1856 - 1950 / nel 1908 per la prima volta va in scena Getting Married)
"Family will never be decent, much less ennobling, until this central horror of the dependence of women on men is done away with" (traduco: la famiglia non potrà mai essere un nucleo decente e tanto meno nobilitante, finché non verrà sciolto questo nodo orroroso di dipendenza della donna dall'uomo)
"When two people are under the influence of the most violent, most insane, most delusive, and most transient of passions, they are required to swear that they will remain in that excited, abnormal, and exhausting condition until death do them part."  (Traduco: quando due persone vivono sotto l'influenza della più violenta, più insana, più deludente, più illusoria delle passioni, in quel momento viene loro richiesto di rimanere sotto quello stesso anomalo ed estenuante stato di eccitamento, fino a che morti non li separi)
Ci tengo a precisare che io credo nel matrimonio e che lo ritengo estremamente importante per la famiglia, per la società, per il futuro dei nostri figli ... e che per me, proprio per questa alta concezione dello stesso, il matrimonio deve essere una scelta estremamente personale che riguarda le due persone e il loro contratto deve essere puramente e consapevolmente commerciale. Non ritengo sano legalizzare e commercializzare uno stato emotivo. Ritengo che ciò che debba essere legalizzato, insieme alla questione economica e di responsabilità condivisa, (e  fortemente combattuta) sia la questione della violenza di una parte su un'altra (fisica ed emotiva che sia).

Dal blog di  Brain Pickings,  buona lettura: Premessa di George Bernard Shaw al suo Getting Married.