RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

mercoledì 14 maggio 2014

Il libro deve essere una scelta libera e consapevole

Devo dire che è una domanda abbastanza difficile, soprattutto in questi ultimi anni in cui faccio tutto molto di corsa.
In ogni caso il primo pensiero è perché cerco un libro? Per quale motivo voglio leggere un libro? Per rilassarmi, per scrivere sul blog, per cercare spunti di riflessioni, per una ricerca di qualche genere ... ? le domande sono tante e tutte molto veloci. Una volta stabilito il motivo mi chiedo se davvero ho tempo di leggere un libro. Il fatto è che io quando uso la parola libro penso al testo cartaceo, grosso o piccolo che sia, illustrato o no.
Un testo cartaceo, dal mio punto di vista e per le mie capacità di lettura e visive, richiede un tempo maggiore per leggere, riflettere, mantenere un contatto.
Un libro digitale si relaziona a livello visivo e richiede una inferiore capacità di lettura, ameno secondo me. Una volta stabilito qual è il mezzo che usato per leggere, scelgo il genere.

Un libro cartaceo richiede qualche riflessione in più. Ogni libro ha la sua grandezza, il suo peso, i suoi colori. Ci sono libri che puoi leggere a letto, sul treno in piedi, in vasca da bagno, in sala attesa dal medico, fuori dalla palestra di tuo figlio, sotto un albero ... non è solo una questione di genere, ma anche di contatto, di rilassatezza, di desiderio.
I miei preferiti sono libri storici, storico-autobiografici ma a volte ho preferito libri avvincenti che parlano di giurisprudenza. Adoro i classici e vorrei essere appassionata di libri comici ma ahimè con questo genere fatico un po'. Oltretutto io mi trovo molto più a mio agio con lo humour inglese che con Fantozzi.

Stravedo per le poesie ma non sono abbastanza acculturata per capirle, ho bisogno di leggere, di informarmi, di cercare mi ci vuole tempo per leggere una poesia e il tempo sappiamo bene che è un limitato per tutti.
Ultimamente trovo sempre più libri scritti in stile poetico per bambini e questo mi piace tantissimo. Ebbene si, scelgo tanti libri per bambini perché i miei figli sono abituati a leggere molto e soprattutto penso che i libri per bambini sono anche per gli adulti.

È difficile che compro un libro perché è l'ultimo uscito e in ogni caso prima di comprare un libro apro tre o quattro pagine a caso e le leggo, anche se non le capisco le leggo e mi chiedo che effetto mi fanno. Se non mi fanno nessun effetto o mi fanno venire la voglia di chiudere il libro, non lo compro, anche se si tratta dell'ultimo best seller.

Faccio questa riflessione perché credo che scegliere i libri che leggiamo in modo consapevole sia uno strumento importante per dire al mercato cosa vogliamo leggere, cosa vogliamo comprare ma anche di cosa abbiamo bisogno. Dal momento che i bisogni della gente comune si trasformano spesso in guadagno di pochi e scaltri "furbi", io penso che le scelte consapevoli siano uno strumento di espressione pari al diritto di andare a votare di cui parlavo qualche giorno fa con una mia amica.

In un mondo che punta tutto sul marketing e sul convincimento del prossimo, con questo elevatissimo numero di input visivi che non hanno realmente bisogno delle parole scritte per arrivare al nostro cervello, è difficile considerare una scelta libera quando si entra in un negozio, anche in un negozio di libri.

Prendiamo conoscenza con ciò che veramente ci piace e compriamo solo quello che per noi vale la pena. Che importa cosa pensano gli altri di quello che piace a noi? Siamo tutti unici e originali e nella nostra diversità ci piace scambiare opinioni nostre e non di altri. Da questo pensiero la mia lotta contro l'uso smodato, impulsivo e in qualche caso violento delle citazioni altrui, senza nemmeno più sapere chi è l'altrui.

Buona lettura consapevole a tutti