RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Sul tradurre - incomprensioni linguistiche o culturali / David Lodge - Changing Places

Ultimamente è uscito su The Telegraph un articolo dal titolo "Translation table explaining the truth behind British politeness becomes internet hit". Simpaticamente pubblicato su un forum a cui partecipo, ne è venuta fuori uno scambio di battute molto interessante, corrispondente a verità, e che riporto qui di seguito. Tradurre, interpretare, analizzare un personaggio, comprendere una cultura diversa è sempre fondamentale, senza giudicarla. In questo forum proprio attraverso l'atteggiamento di chi risponde, si può evincere la risposta che al termine del dibattito viene elegantemente messa in evidenza da uno degli interlocutori.
Nell'articolo troviamo una tabella in cui si elencano e citano delle frasi che i "Britons" dicono nelle varie accezioni (ovvero quando tra il detto e il compreso c'è di mezzo l'intenzione!). Si mettono a confronto la frase così come viene detta, cosa il "Britons" intende dire realmente e ciò che l'ascoltatore straniero di solito capisce. A me sembra un articolo simpatico che parla più che altro della cultura intrinseca di un paese radicata nella sua storia e nelle sue origini, cultura che non va né criticata né condannata ma semplicemente capita per essere apprezzata, come si dovrebbe per ogni cultura e nei margini della non-violenza.  Risulta chiaro che a voler leggere romanzi di autori stranieri, conoscere queste differenze culturali, aiuta a capire meglio il romanzo. Prendiamo ad esempio David Lodge con il suo Changing Places: un professore universitario inglese e un professore universitario americano si scambiano la cattedra per sei mesi. Non si conoscono, non si sono mai parlati e si incrociano solo in aria, mentre ciascuno vola in direzione opposta all'altro, verso la nuova destinazione. La prima cosa da fare è immaginarsi i due professori e per farlo bisogna conoscere le caratteristiche principali dei due popoli, senza questa analisi è un libro inutile. Mr Zapp, il professore americano, si instaura nel paesino inglese dove insegna il suo collega e prende il suo ufficio. Mentre lui fuma il sigaro facendo continuamente cadere tizzoni di cenere sul tappeto antico da secoli appartenente alla famiglia del suo collega, bussa alla sua porta la moglie del professor Swallow venuta a cercare un libro per il marito. Il professor Zapp non sa chi sia e le parla, le chiede, le racconta, cerca il sigaro caduto sul tappeto fino a quando capisce che si tratta di Mrs Swallow, la quale è inorridita, senza dirlo né darlo a vedere, pensando al sigaro acceso sul tappeto di famiglia del marito. Riporto un breve dialogo che si scambiano:
[citazione]
"The book doesn't seem to be here," she said with a sigh. "And I must be going anyway." "I'll look out for it." "Oh, please don't bother. I don't suppose it's all that important. I am sorry to have been such a nuisance". "You're welcome. I don't have too many visitors, to tell you the truth." "Well it's nice to have met you Professor Zapp. I hope you'll enjoy your stay in Rummidge. If Philip were here I'd like to ask you round for dinner one evening, but as it is ... You unerstand." She smiled regretfully. "But f your husband was here, I wouldn't be" Morris (Zap) pointed out. Mrs Swallow looked nonplussed. She opened her mouth a number of times, but no words came out.
[traduzione mia]
"Sembra che il libro non sia qui", disse sospirando. "E in ogni caso, devo andare." "Lo cercherò io per te." "Oh, per favore non si preoccupi. Non credo sia tanto importante. Le chiedo scusa del fastidio arrecato". "Non c'è di che. A dire la verità, non ricevo molte visite." "Beh, è stato un piacere avervi incontrato Professor Zapp. Spero il soggiorno a Rummidge sia di vostro gradimento. Se Philipe fosse qui la inviteremmo a cena una sera, ma visto che non c'è ... Lei capisce." Sorrise con rammarico. "Ma se tuo marito fosse qui, non ci sarei io" sottolinea Morris. La signora Swallow lo guarda sconcertata. Più volte apre la bocca nell'intento di dire qualcosa, ma non una parola viene fuori.

Notate come io scelgo di tradurre attribuendo al Professor Zapp (quindi all'illustre) un linguaggio molto informale, mentre alla signora Swallow (semplicemente la moglie del Professor Swallow) un linguaggio molto formale. Questo espediente può far sorridere ma non rende l'idea dell'autore, il quale mette in risalto le peculiarità della moglie di un Professore Britannico con quella di un professore Americano in un incomprensibile dialogo. Provate a immaginare che l'intento della signora Swallow è quello di intendere tutto il contrario di ciò che dice, il dialogo verrebbe più o meno così:
[Traduzione e interpretazione mia]
"Sembra che il libro non sia qui", disse sospirando. "E in ogni caso, preferisco andare." "Lo cercherò io per te." "Oh, per favore si. Credo sia molto importante. Le chiedo scusa del fastidio ma la prego di farlo". "Non c'è di che. A dire la verità, non ricevo molte visite." "Beh, non è stato un piacere incontrarla Professor Zapp. Spero il soggiorno a Rummidge sia di suo gradimento. Se Philipe fosse qui la inviterebbe a cena una sera, ma visto che non c'è ... Iei capisce, io non intendo farlo." Sorrise con rammarico. "Ma se tuo marito fosse qui, non ci sarei io" sottolinea Morris. La signora Swallow lo guarda sconcertata. Più volte apre la bocca nell'intento di dire qualcosa, ma non una parola viene fuori.
Fa ridere un po' di più? Ma immaginate in tutto questo la signora Swallow che cerca anche di nascondere il suo disgusto per un uomo che le da del tu e che fuma nello studio di suo marito, bruciando per di più il tappeto di famiglia dell'illustre professore suo marito. Troppe formalità per far ridere un individualista italiano intento a specchiarsi e rimirarsi e a cercare la via d'uscita?
Ma torniamo all'articolo e al forum al quale partecipo. Le prime persone a rispondere più o meno sono inglesi e offese del modo in cui si parla degli inglesi. La parola "Britons" non piace (un po' come dire Italioti), non si tratta di linguaggio a doppio senso come dice l'articolo ma di cortesia replicano gentilmente, di comunicazione estremamente civile. Questa comunicazione estremamente civile arriva alle orecchie di alcuni (spagnoli in primis, ma non solo) come falsità. "Abbiate il coraggio di dire quello che pensate perché alla fine nessuno si sente più sicuro a credervi". Quindi inglesi falsi ed estremamente convenzionali, spagnoli spregiudicati e presuntuosi ma anche italiani che rispondono senza mai sentirsi presi in causa, italiani che prendono il nocciolo della questione  e lo trasformano in qualcosa di costruttivo, creativo, di solito ci dice bene se lo trasformiamo in qualcosa di artistico. Dell'articolo si è detto che è estremamente imbarazzante e ingiusto o quantomeno divertente e allegro ma alla fine qualcuno conclude: parlare di abitudini culturali è sempre compromettente e rende nervosi, spesso crea incomprensioni che derivano semplicemente dall'essere in un modo piuttosto che in un altro ma non migliori o peggiori di altri. Questo era l'intento dell'articolo e le reazioni dei partecipanti al forum (me compresa) lo hanno dimostrato. Come diceva Nietzsche siamo umani, troppo umani! Ovviamente a tutto questo dobbiamo aggiungere il fatto che in una stessa cultura bisogna fare le stesse riflessioni rispetto alle diverse categorie: maschio piuttosto che femmina, ingegnere piuttosto che psicologo, classe borghese piuttosto che classe popolare. Infatti volendo trovare un articolo a caso che parla di come sono gli spagnoli (Leggi ¿Cómo son los españoles?), verrà fuori che essi sono: conservatori e tradizionalisti, difendono a spada tratta la loro tradizione ma anche il loro territorio geografico; orgogliosi di come sono e di come agiscono; il loro modo di comunicare è sincero e diretto e sono sempre pronti a difendere le loro ragioni criticando quelle altrui, diciamo una comunicazione sincera, diretta e un po' conflittuale. Nonostante questo, e proprio per questo, adorano rovistare nella storia e nella vita dei personaggi importanti e molti autori spagnoli scrivono splendidamente romanzi che riguardano la vita di personaggi illustri, o comunque di figure che hanno ruotato in silenzio (e neanche troppo) a personaggi di un certo rilievo: Cristina Moratò ha raccontato la storia delle più grandi viaggiatrici di Africa e di Oriente, la storia di donne che lottando con le unghie sono emerse diventando simboli mondiali, donne che hanno scelto di vivere lottando e togliendosi di dosso i convenzionalismi troppo stretti di un'epoca in cui la donna era forte ma sottomessa e rigidamente rispondente alle convenzioni sociali (vedi il colonialismo inglese); Almudena de Arteaga ha scritto la storia di donne spagnole importanti che hanno partecipato in prima persona al corso della storia: bellissime storie. A voler continuare se si va a cercare qualcosa sugli italiani (Leggi ad esempio "Aspetti negativi del carattere degli italiani"), si trovano articoli che ci descrivono come fortemente individualisti e con poco senso di appartenenza alla nazione (spesso gli italiani criticano a loro volta il forte nazionalismo dei francesi), queste due caratteristiche creano sudditanza individuale verso il potere portando a costante ricerca di favori ma portando anche caratteri, che trovandosi a vivere nell'incertezza e quindi appesi su un filo, diventano grandi artisti, abili nel creare nuove vie e ... opere d'arte grandiose che non c'è bisogno io stia qui ad elencare. Potrei continuare con i Francesi, con i Tedeschi, con i Giapponesi, con i Cinesi ma la conclusione è sempre quella: povero traduttore in cerca di personaggio, in questa Torre di Babele! Ci tengo a precisare che naturalmente ho calcato un po' la mano sulle descrizioni dei vari caratteri nazionali per rendere meglio l'idea che voglio dare del traduttore a caccia del personaggio e da brava italiana mi tiro fuori!! Buone letture