RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Sul tradurre - The AristoCat

Finalmente mi siedo a tavolino, in penombra, quasi nascosta per non farmi trovare: io e il mio computer. Su cosa sto lavorando in questo periodo? Ah si Gli AristoGatti. Magari così fosse, gli adattamenti sono la mia passione. In realtà preferisco i documentari storici ma questo pezzetto è allegro così, per allietare il caldo l'ho scelto e faccio finta di tradurlo davvero. Voglio mettere a confronto la versione inglese (originale) con la traduzione italiana e quella spagnola di una manciata di minuti del film di Walt Disney, così tanto per dare un'occhiata da vicino ad alcune problematiche del traduttore. Gli AristoGatti, come me, nasce nel 1970 ed è in assoluto nel regno Disney, insieme a Il Libro della Giungla, il mio film preferito. E' subito evidente che è un film per tutte le età, con dei riferimenti pazzeschi all'arte: canto, musica, pittura. Altrettanto chiaro, credo, sia il riferimento a una problematica antica quanto l'uomo, il classismo sociale e la sua condivisione del pianeta terra. Notiamo guardando il film che di differenze, oltre a quelle sociali, ce ne sono molte ma non sempre creano delle spaccature, un modo incantato di instradare i bambini sulla realtà. Notiamo come l'arte, in questo caso specialmente la musica, si comporta per esprimere ogni tipo di classe sociale, cambiando con il cambiare dei tempi: in particolare si mettono a confronto le musiche Classica e Jazz. Il pezzo di cui parlo qui riguarda il brano musicale, appunto jazz, (Alleluja, tutti jazzisti!)
La cosa che non ho mai capito (con tanto di cappello a Mario Maldesi e Roberto De Leonardis - adattatore e dialoghista) è perché la parola swinger è stata tradotta con draghi, nemmeno cantanti ma draghi. Vi ricordate? di notte, stanchi, camminando sui tetti di Parigi si avvicinano al monolocale di Romeo, mentre lui descrive la situazione tranquilla dell'ambiente si sente la tromba di Scat Cat (l'ombra di L. Armostrong) che, accompagnato dalla sua band, intona un allegro swing. Romeo dice "Oh no ...". Duchessa chiede se sono amici suoi e Romeo li definisce swinger (in inglese e in spagnolo) e draghi (in italiano). Immagino per il forte significato della parola swinger, per chi non lo sapesse si riferisce ad uno scambista di tipo sessuale (farfallone sessuale) ma questo vale anche per le altre lingue e comunque la musica swing era già ampiamente conosciuta negli anni '70, dato che il suo periodo verde risale agli anni '30-'40.
La storia è ambientata a Parigi nel 1910, ogni cosa richiama, consciamente o inconsciamente, l'arte. Il mondo aristocratico adora l'arte, ci troviamo nel periodo impressionista (o appena post-impressionista) e i nomi dei tre gattini si riferiscono a tre illustri personaggi dell'epoca: Marie Curie, Henri de Toulouse-Lautrec e Louis Hector Berlioz. Questi i loro nomi nel film originale e anche nella versione spagnola,  in italiano sono stati cambiati in MinouMatisse e BizetMatisse e Bizet, anche loro, fanno riferimento ad artisti dell'epoca mentre Minou ... non so ... immagino derivi dal francese, Minet come gattina, femmina.
Quando traduci a volti ti trovi ad affrontare il problema di alcuni termini inseriti nel testo come termini in lingua straniera, nella tua lingua, ovvero nella tua madre lingua, quella nella quale traduci. Ci sono diverse soluzioni: cerchi un'altra lingua dal suono simile, cerchi una lingua con una storia di interazione linguistica simile, cerchi una lingua più o meno conosciuta nella nostra lingua ma che renda l'idea dello straniero nel gruppo, cerchi un lingua straniera che abbia lo stesso grado di "esoticità" nella nostra lingua ... Nel caso della versione italiana de Gli ArtistoGatti si è deciso di lasciare l'italiano enfatizzando un accento di dialetto campano, lasciando invariato la scelta originale, mi piace (click).
Inserisco il collegamento al brano nelle tre lingue, così potete dilettarvi da soli e buon caldone a tutti: Everybody wants to be a cat.  Tutti quanti voglion fare jazz.  Todos quieren ser ya gato jazz.