RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Mikhaíl Afanasyevich Bulgakov - Il maestro e Margherita

Traduzione di Milli de Monticelli.
Che finezza questo libro, ogni volta che lo rileggo esco dalla dimensione tempo. In questo ultimo periodo sento che qualcosa mi sfugge e allora tra i libri cerco, cerco uno spunto per capire, per aprire la mente e visto che non riesco a dormire questa sera ho ripreso in mano questo libro. Ogni volta che lo riapro leggo avidamente il primo capitolo per arrivare al secondo. Nel secondo capitolo ritrovo Ponzio Pilato in un dialogo con se stesso che trovo stupefacente ... sempre! Ogni volta che leggo questo secondo capitolo mi sembra di vedere Ponzio Pilato su una balconata dell'antica Roma ma di fronte a me, mi sembra di vedere la sua ferocia e la sua umanità insieme per poi ritrovarmi a riflettere sul fatto che ferocia e umanità non sono in contrasto, anzi ...
Questa volta però, forse per il particolare periodo storico che viviamo, sono stata catturata da una riflessione del primo capitolo che vorrei citare di seguito senza commentare, credo che ciascuno possa rifletterci da solo e forse qualcuno la saprà interpretare molto meglio di me:
[citazione dalla traduzione di Milli de Monticelli]
[...] "Ma ecco qual è il problema che mi agita: se Dio non c'è, chi governa la vita umana e l'ordine sulla terra?". "L'uomo stesso, la governa" si affrettò a rispondere Bezdomnyi, seccato, a questo problema, riconosciamolo, nient'affatto chiaro. "Scusi" replicò molto cortese lo sconosciuto "per governare occorre in qualche modo avere un piano preciso, per un periodo di tempo almeno decente. Mi permetta di chiederle come può l'uomo governare la vita, se non solo è privo della possibilità di formare un qualsiasi piano, sia pure per uno spazio di tempo ridicolmente breve, diciamo di mille anni, ma non può neppure garantirsi per l'indomani?" "E del pari" continuò lo sconosciuto rivolgendosi a Berljoz "immagini, per esempio, di cominciare a governare, ad amministrare gli altri e se stesso, insomma, diciamo, a pigliarci gusto e improvvisamente le viene ... ehm, ehm ... un lieve sarcoma ... " e lo straniero sorrise dolcemente come se il pensiero di un leggero sarcoma gli mettesse contentezza "si, un sarcoma ..." strizzò gli occhi come un gatto, ripeté la sonora parola, "e il suo governare è già bell'e finito!"
"Qualunque altro destino che non sia il suo non le interessa più. I familiari cominciano a mentirle. Lei sente che non va, e si precipita da medici importanti, poi da ciarlatani, poi, forse, anche da chiromanti. Come vede la prima e la seconda ma anche la terza ipotesi sono davvero insensate. E tutto finisce tragicamente: chi pensava di reggere i destini si ritrova d'un tratto lungo e disteso dentro una cassa di legno e chi gli sta intorno, visto che da lui non c'è più niente da aspettarsi, brucia i suoi resti."
Questo libro vale davvero la pena leggerlo.