RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 28 ottobre 2013

La grande fabbrica delle parole - Agnès de Lestrade e Valeria Docampo

Agnès de Lestrade è l'autrice e Valeria Docampo l'illustratrice. Il libro è edito da Terre di Mezzo. Un editore conosciuto ma non facile a trovarsi. Nelle librerie mi hanno risposto: solo su ordinazione. Insomma io vivo a Roma, oserei definirla una città grande. Alla fine l'ho ordinato via internet e ho scoperto che pubblicano dei libri molto belli. A parte questa sviolinata sull'editore, questo libro è quello che in questi ultimi anni mi ha emozionato più di tutti. Si, emozionato! Un libro per bambini raccontato da adulti. Un'idea geniale, che non è solo un libro:

[citazione] C'è un paese dove le persone non parlano quasi mai. È il paese della grande fabbrica delle parole. In questo strano paese, per poter pronunciare le parole bisogna comprarle e inghiottirle. 

Vi rendete conto quanto è geniale? Descrive la terribile realtà nella quale viviamo in modo molto semplice e giocoso. In poche pagine ci si incontra (e non ci si scontra) con la vergogna, la rabbia, la tristezza, la gioia e l'amore ... cinque emozioni molto importanti nella vita di un essere umano. In poche parole impariamo che queste emozioni vanno accettate e insieme a loro bisogna andare avanti come si può. Sono le nostre emozioni, siamo noi. Oltretutto io ho sentito leggere questo libro da uno dei lettori di Nati per Leggere, sfortunatamente non ricordo il suo nome (la realtà è che io sono una zucca vuota) ma lui è stato molto bravo a leggere questa storia e la storia mi è rimasta nel cuore. Il protagonista è triste, il suo rivale ha speso un capitale per le parole da dedicare alla ragazza di cui entrambi sono innamorati. Erano tante parole, belle e pronunciate ad alta voce. Lui aveva solo tre paroline scollegate fra loro ma le regala a lei con amore, rinunciando ad altro, credendo di non ricevere nemmeno un grazie ma questo sente il suo cuore e questo il protagonista fa.
ho letto questa storia a mia figlia per vedere se colpisce solo gli adulti o se fa effetto anche sui bambini, le è piaciuta molto e mi ha detto "mamma mi piace questa storia. Mi piace mi piace tanto, grazie."
La grande fabbrica delle parole non è solo un libro, non è solo un racconto, è un laboratorio gratuito reso possibile da professionisti e da appassionati di scrittura, nasce a San Francisco nel 2002 ed è un meraviglioso strumento di integrazione, di crescita e di condivisione. Un progetto difficile da capire, soprattutto da chi non vuole condividere ma vuole semmai essere tollerante con gli altri, ma chi sono gli altri? E chi sono i tolleranti?