RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Erri De Luca - Il contrario di uno

Il titolo di questo libro che ha visto la sua prima edizione nel 2003, mi ha colpito in questo momento perché di fronte ai miei due figli piccoli, io mi trovo sempre a dire: uno + uno non fa due ma fa dieci. Così ho deciso di sbirciare tra queste righe. Come avrete capito vi sto raccontando i libri che ci sono nella mia libreria e quando saranno finiti vi saluterò, di libri di questo autore ne ho diversi ma questo era ancora in attesa di lettura. Avrete ben capito oramai che la questione "tempo", insieme a quella di "personaggio", è quella che mi sta più a cuore di tutte. Dunque vi dico che tra le righe di questo libro ho trovato, sempre secondo il mio modesto parere, una splendida descrizione del movimento che ti fa entrare in uno spazio per assaporare emozioni che forse nemmeno conosci. Leggiamo lo spaccato di uno squarcio nel tempo. A quale tempo appartiene questo spaccato? Certo non ve lo dirò io, è scritto talmente bene che potrebbe appartenere a diversi momenti storici che hanno come filo conduttore proprio quelle emozioni ma per saperlo dovete leggere il libro. La magia di questo libro è `per me la non-descrizione delle emozioni e degli stati d'animo. La capacità dell'autore di farci vivere le emozioni e gli stati d'animo del personaggio senza descrivercele è straordinaria. Una delle cose più difficili da fare nella vita è proprio quella di vivere invece che di raccontare la vita, come è, come dovrebbe essere, come sarebbe e intanto si temporeggia per paura di vivere, ma ricordiamo cosa ci ha detto Turgenev? Vivete prima che sia troppo tardi! Con una breve ma splendida citazione e una breve lettura a video a seguire, vi saluto affettuosamente:
[...] Hai poco vantaggio, qualche metro, ma con la sortita hai scombinato, per qualche secondo, il loro galoppo, li hai sorpresi. Vedono te soltanto, ma gli frulla il dubbio che ce ne sono altri, per un altro secondo guardano intorno. È un vecchio vizio del timore, quello di non fidarsi dei propri sensi in punto di concitazione. Ne profitti e guadagni metri. Hanno capito infine che sei solo una scheggia, quella che sbatte contro le gambe larghe di cui abbattere un albero con l'ascia. Dietro di te scoppia la loro collera e li trascina alla rincorsa, senti che qualcuno strilla d'acchiapparti, pensi: meglio ancora, sprecano a gridi la riserva d'aria, in venti, trenta metri avranno il fiato spento, si dovranno piantare in piena corsa a rifiatare. intanto hai scomposto il loro inseguimento, i tuoi sono al riparo e tu puoi rallentare, tentare di raggiungerli nel posto successivo, già concordato in caso di fuga. Tu: chi sei? / Sei uno che un giorno dentro un carica delle truppe sei rimasto fermo. T'è venuto sgomento per la corsa sgangherata di quelli intorno, che se uno cadeva gli altri magari gli passavano sopra con il panico. Ti dava pena la corsa goffa di molte ragazze che allora non andavano in palestre e per i parchi a fare allenamenti.