RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

martedì 8 ottobre 2013

Due chiacchiere con Mario Alessandro Paolelli

Mario Alessandro è davvero una persona speciale che si muove a 360°, per noi un amico e un esempio da seguire. Il suo cervello è sempre in fermento. E' veloce e riflessivo allo stesso tempo, ha una capacità creativa molto sviluppata e per questo le sue opere risultano SEMPRE (mi permetto di sottolineare sempre ma se qualcuno è in grado di smentirmi sarò felice di aprire un dibattito) originali.
In questo periodo abbiamo deciso di intervistare diversi autori/attori/registi che ci parlano del personaggio, Mario Alessandro è il primo fra tutti e lo ringraziamo per aver trovato il tempo per noi.
Chi è in poche parole Mario Alessandro?
Un marito, un padre ed un estroso ingegnere che si diverte a volare con la fantasia ed a scrivere commedie per il teatro.
La nostra rubrica in questo momento parla di personaggi. Cosa è per te il personaggio rispetto al testo?
Il personaggio è il testo, il personaggio fa il testo. Il personaggio esprime tutto ciò che di inconscio l'autore non riuscirebbe a verbalizzare altrimenti. Attraverso i miei personaggi, entrando nel mio specifico, io sono stato psicanalizzato dalle persone che mi conoscono e vedevo che, senza rendermene conto, estraevo dal mio interiore cose che mai avrei voluto dire! E' vero, dunque, il personaggio è l'autore! Con la scusa di poter dar vita a diversi tipi di personaggi, l'autore ha la splendida possibilità di far parlare il proprio maschile ed il proprio femminile, di sfogare la propria rabbia, di urlare le proprie idee... anche quelle che sapeva di non avere!
Mario Alessandro sei, tra le tante cose, un bravo autore. Come nascono i tuoi personaggi? e come li sviluppi?
Questa è facile: nascono dai dialoghi. Spesso le mie commedie partono da un dialogo, un dialogo tra due o più persone che solo dopo diventano personaggi. Spesso creo storie da dialoghi scritti e lasciati in un cassetto per anni. E che soddisfazione quando diventano un qualcosa che poi viene rappresentato! Inviterei tutti a fare questo esercizio: scrivete scrivete scrivete! Io ho trovato la commedia teatrale come filone, ma ci sono molti modi... la poesia, il romanzo, un diario...
Quando agisci come regista che rapporto  hai con il personaggio-attore? quali sono le maggiori difficoltà che affronti nell'incontro scrittore-regista-personaggio-
attore?
Eh... qui entrano in gioco fattori di ben altra fattura! Il regista non può non essere psicologo o non avere 'capacità diplomatico/politiche'. Una cosa è lavorare con penna e carta, una cosa è farlo con gli esseri umani!
Dal punto di vista prettamente artistico, io cerco di far nascere il personaggio dentro l'attore, cercando di non imbeccare l'attore stesso ma facendo trovare a lui la sua chiave di lettura... fino a trovare un giusto compromesso. Le difficoltà le trovo quando bisogna creare un gruppo, il più possibile coeso per portare a casa il risultato. Non è facile far coesistere delle realtà, spesso così diverse tra loro, in un unico progetto... c'è chi la vuole cotta, chi la vuole cruda, c'è chi è permaloso e allora le cose gliele devi dire così o chi è arrogante e allora gliele devi dire colà... suggerirei un bel corso di 'pazienza' a chi desidera 'dirigere' un gruppo di attori! Però ho notato, nei miei 19 anni di attività, che è vero che bisogna passare per il deserto per arrivare alla Terra Promessa... ma alla fine gli sforzi ed i sacrifici ripagano sempre!
So che hai cominciato facendo l'attore, hai messo in scena solo personaggi tuoi o anche di altri?                                                                                Questo è un mio limite. Solo una volta, e per scelta, mi sono messo in gioco per interpretare un ruolo che non fosse di una mia commedia e, soprattutto, per essere "diretto" da qualcuno che non fossi io stesso! L'esperienza però è stata efficace ed istruttiva: a mio avviso bisogna essere bravi soldati prima di diventare bravi generali.
Quale è stato il personaggio che hai preferito?                                                   Non ho interpretato molti ruoli ma quello in cui mi sono divertito di più è stato il primo, dove interpretavo un pazzo isterico!
Il tuo rapporto con il personaggio creato da te e diretto da te ... ricorda che rispondi da attore.                                                                                       Nessuno. Non sono un attore ... ho una gran faccia tosta e so usare bene la voce (avendo madre e sorella doppiatrici ...), ma da lì ad essere un attore ce ne passa. Ecco perché ho la massima stima per chi sceglie di intraprendere questa strada, così come ha fatto mio cugino, che è stato il recente protagonista di "Tutti i santi giorni", l'ultimo film di Paolo Virzì...
Il tuo rapporto con il personaggio creato e diretto da altri?                               Non è mai successo che io sia stato diretto su un mio personaggio ... ma certo ho accolto tutti i consigli che mi sono stati dati dagli attori accanto!
Ora la domanda difficile ... il tuo rapporto con il personaggio creato da te ... e diretto da altri?               Ahia! Raramente vengono come io li immagino! Mi sembra sempre che manchi qualcosa ... ma forse è anche normale. Vorrei che fossero così o colà ... ma è chiaro che ogni regista dà la sua interpretazione ed è giusto così.
Mario Alessandro ha scritto e diretto diverse commedie in tutta Italia in diverse rassegne. La prima volta che io l'ho visto in opera era il 2000, a Roma al teatro Vittoria con "Piedi di Feltro" e mi è rimasto nel cuore. Ho riso tutto il tempo e sono uscita da là invidiosa, lui aveva la fantasia che io tanto acclamo ma che non trovo dentro di me. Bello bellissimo è tutt'ora il mio commento a quel corto. "Amen" è forse la sua opera più importante a giudicare dalla quantità di premi vinti e vi confesso che è l'opera di un vero professionista. Quando sono uscita da teatro, a testaccio, ho pensato: Mi ricorda "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov ... Mario Alessandro spero tu non te ne abbia a male di questo mio pensiero - "Spero che Bulgakov non se ne abbia a male ma grazie!" risponde Mario Alessandro.
Grazie Mario Alessandro, speriamo riaverti presto come nostro ospite e intanto seguitelo perché vi fa dimenticare di avere problemi, vi fa dimenticare che siete a teatro, vi fa dimenticare ... a volte quando uscite dal teatro siete addirittura frastornati dalla bellezza di quello che presenta... a proposito so che sta andando in scena il tuo Piedi di Feltro proprio in questi giorni. Fino al 14 aprile, infatti, la Compagnia dell'Anello sarà in scena al Teatro 7 di Roma e naturalmente aspetto i vostri commenti sullo spettacolo: belli e brutti, so che Mario Alessandro non si lascia abbattere quindi andate e poi ditemi se non avevo ragione io su questo spettacolo. Mi raccomando tornate sul blog e inserite i vostri commenti sullo spettacolo.