RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 20 aprile 2015

Trieste raccontata nel 1874, fotografata nel 2015

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Dopo tanti anni, finalmente, sono capitata in Veneto per motivi personali e, con la mia famiglia, ho deciso di allungare il viaggio in Friuli Venezia Giulia per fare una visitina a Trieste.
Da anni aspettavo l'incontro con questa città, tanto decantata e tanto amata a quanto pare da tutti. Trieste, una città storica e moderna, internazionale, centro di una cultura intellettuale e commerciale vastissima, crocevia di popoli, di incontri, di scambi e di amori.
E mentre mi dirigo a Trieste, la fortuna vuole che io trovi su una panchina un libro: Trieste di Carlo Yriarte, scritto nel 1974 e riproposto nel 2013 dalla EBI Edizioni Biblioteca dell'Immagina.


Trieste è una città che da sempre negozia, su tutto.  Si sente l'odore della diversità e dell'accordo, del commercio e dello scambio, della vita attiva e commerciale e dell'educazione alla buona convivenza.
In mezzo agli elementi stranieri, variati e influentissimi, dominano tre grandi elementi nazionali: l'Italiano, il Tedesco e lo Slavo. L'Italiano si considera a Trieste come in Italia, e si fonda sulla ragione della lingua, della razza, delle memorie e della vicinanza. Il Tedesco comanda, ed ha per sé la ragione del Beati possidentes. Quanto agli Slavi, hanno la ragione del numero, e rinserrano da ogni parte la popolazione. Intanto ciascuno de' tre tira nel proprio senso, e si arriva a una negoziazione: è la politica statica [...]
 Ma Trieste è anche una città di cultura e di arte. Una città piccola in cui arte e natura si incontrano per rendere ogni angolo bello, piacevole, rilassante anche nei momenti di business estremo.
Nel 1600 la peste distrusse due terzi della popolazione. La colonna votiva della Piazza della Borsa, la Fontana della Piazza Maggiore, allegoria confusa scolpita da Mazzoleni, una fortezza la cui costruzione fu decretata il 14 aprile 1568, una chiesa fatta di parti e di brani di tutte le età, ma per ciò appunto di grande interesse archeologico; la chiesa greca, la sinagoga, le cappelle delle differenti comunità, gli ospedali, il collegio dei marinai, l'arsenale de Lloyd, la Borsa, [...]
Nel 2015 Trieste è ancora molto bella e piena di vita, arte e natura e devo dire che il suo fascino mi ha catturato completamente tutti i sensi.


                             

 La relazione umana, come tutto il resto, sembra subire l'influenza del bello, della cordialità e del buon clima.
La prima mattina a Trieste siamo andati a fare colazione in un'enoteca-bar dal nome Viva! "Un Prosit triestino che ci si scambia al brindisi ma anche al saluto" ci ha spiegato Fabrizio.
Un modo di augurare felicità e fortuna agli altri, un po' come Pura Vida in Costa Rica. È bello iniziare la giornata o l'incontro con un augurio di felicità e fortuna.
"Viva l'a e po' bon". 
Un motto tutto triestino che riguarda la storia austro-ungarica, in effetti Trieste nel periodo passato sotto l'Impero Austriaco era un porto estremamente ricco e quindi nessuno aveva fame nonostante la moltitudine di razze, persone e professionisti. Dunque vigeva il motto Viva l'Austria e quel che sarà dopo, sarà.
Fabrizio è cordiale e ci da tanti suggerimenti, ci racconta la sua storia e ci descrive Trieste come un buon posto in cui vivere.
Fabrizio ha costruito la sua enoteca a mano, con l'aiuto di un amico, vale la pena andarlo a conoscere. Sorride quando ci spiega che il locale è a sua immagine e somiglianza, c'è tutto ciò che lui preferisce: vini locali, vini pugliesi (lui è originario della Puglia), buona musica e calcio e ... ultimamente tanto sonno "sono diventato papà e la notte ..." e allora possiamo dire solo "Viva!" e speriamo di rivederci per un'altra colazione o aperitivo nel tuo delizioso locale.