RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

sabato 13 dicembre 2014

Aspettiamo il Natale leggendo ... Canto di Natale di Charles Dickens. Fine

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Pensavo anche che saremmo arrivate in di più alla fine delle letture ma ... da noi è proprio difficile appassionarsi alla lettura. Ma solo da noi? Veramente in altri paesi leggono di più? Comunque Soraya merita di essere nominata perché è sempre stata presente e si diverte alle letture.

Pertanto, essendo preparato in tal modo quasi a ogni cosa, non era affatto preparato a nulla; e per conseguenza, allorché la campana suonò l'una e nessuna forma apparve, dieci minuti, un quarto d'ora, eppure nulla venne. Durante tutto questo tempo Scrooge  giaceva nel letto, proprio nel centro di un fulgore rossastro che lo aveva inondato allorché l'orologio batté l'una; e questo, essendo luce e nient'altro, era più allarmante di una dozzina di spettri [...]. Nel momento in cui la mano di Scrooge si posò sulla maniglia, una voce strana lo chiamò per nome e gli disse di entrare. Obbedì.
L'introduzione dello spirito del presente con questo richiamo al nulla mi sembra già di suo inquietante. Chiunque di noi avrebbe paura di trovarsi di fronte al nulla. Il nulla è angosciante. È spaventoso.
"Io sono lo spirito del Natale Presente" disse lo spettro. "Guardatemi!" Scrooge lo guardò rispettosamente. Era vestito di una semplice toga o mantello di color verde scuro, orlato di pelliccia bianca. Questa veste gli stava indosso così sciolta che il suo ampio petto era nudo, come se avesse sdegnato di essere custodito o celato da un artifizio qualsiasi. I piedi visibili sotto le ampie pieghe della veste, erano pure nudi; sulla testa non portava che una corona di agrifoglio, punteggiata qua e là da ghiaccioli lucenti. I ricci, d'un bruno scuro, erano lunghi e liberi, liberi come la sua faccia gioconda, il suo sguardo scintillante, le sue mani aperte, la sua voce allegra, il suo contegno scevro da ogni costrizione e il suo aspetto gioioso. Alla vita lo cingeva un fodero antico, ma dentro non c'era una spada, e quella vetusta guaina era divorata dalla ruggine. 
Certo è lo spirito del Natale Presente e non il Natale e nemmeno Babbo Natale ma ve lo immaginavate così? O vi aspettavate piuttosto una descrizione con barba e capelli bianchi? Qualcuno mi ha detto: "Ma forse all'epoca il Babbo Natale dal vestito rosso non esisteva ancora?"
"Uomo," disse lo Spirito "se di cuore siete un uomo e non un diamante, lasciate andare codeste frasi ipocrite e malvage finché non avrete scoperto che cosa è l'eccedenza e dove è. Tocca forse a voi decidere quali uomini debbono vivere e quali morire? È possibile che agli occhi del cielo voi siate più indegno e meno adatto a vivere di milioni di persone come il figlio di questo pover'uomo. Buon Dio! È possibile che l'insetto pronunci un giudizio sulla vita eccessiva dei suoi fratelli affamati che stanno nella polvere!"
Sì, devo dire un po' pesante come moralismo e lascio a voi leggere il terzo spirito, quello del futuro ... ! Tutto sommato è abbastanza chiaro perché Canto di Natale di Dickens rimane il libro per eccellenza di Natale ma alla fine, nessuno lo legge fino in fondo e molti lo rifiutano da subito. È vero come dice Soraya che il messaggio finale è positivo e ti riporta in contatto con i veri valori della gioia natalizia, della condivisione e della felicità ma prima di arrivarci ti porta per mano nella selva oscura dantesca e non c'è nemmeno Caronte ad accompagnarci e, diciamolo, la vita è già di suo abbastanza complicata e spesso difficile da digerire che rifletterci troppo sopra non è piacevole.
Vi lascio con la citazione dell'inizio della quinta strofa, per rimettere un po' di allegria negli animi e con una canzone. Una canzone che non c'entra nulla con il Canto di Natale ma che ogni anno a Natale, per motivi vari, torna nel mio cuore e così la lascio qui, subito dopo la citazione ... e Buon Natale con la voce di Barbra Streisand, una donna, e che donna! Tra le sue foto guardo i suoi occhi e mi chiedo "cosa s nasconde dietro quegli occhi?"

Sì, e quella colonnina di letto era la sua. Il letto era il suo, la stanza era la sua. Ciò che era la cosa migliore e più lieta di tutte, il tempo che gli era dinanzi era suo, perché potesse rimediare al passato. "Voglio vivere nel Passato, nel Presente e nel Futuro!" ripeté Scrooge, balzando fuori dal letto. [...]