RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

giovedì 4 dicembre 2014

Aspettiamo il Natale leggendo ...Charles Dickens, Canto di Natale

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Eccoci qua, devo dire che oggi eravamo proprio poche all'appuntamento a la Casa Internazionale della Donna ma abbiamo iniziato questo percorso da neanche un mese e siamo felici di come procede.
Mancava Barbara che presto ci dirà cosa le è successo e mancava Elizabeth per una improvvisa riunione in ufficio. Per fortuna Libe, del Mirabras, ci sostiene e ci viene sempre a trovare.

Oggi abbiamo letto alcuni passi del capitolo Il primo dei tre spiriti, attraverso il quale Dickens con la sua maestria ci ha accompagnato nell'animo di Mr Scrooge ma anche nei luoghi, nel tempo, nelle emozioni ... !
Ricordate che tutto nasce da una riflessione su cosa rappresenta il Natale per ciascuno di noi? Ripartiamo da là:
"queste sono soltanto ombre delle cose che sono state" disse lo spettro. "Non si accorgono affatto di noi."
I giocondi viaggiatori si avvicinarono, e quando furono vicini Scrooge li riconobbe e sarebbe stato in grado di dire il nome di ciascuno. Perché provava un senso di gioia sconfinata nel vederli? Perché i suoi occhi freddi luccicavano e il cuore gli balzava in petto, mentre essi gli passavano vicino? Perché si sentiva così pieno di gioia nel sentirli augurarsi l'un l'altro Buon Natale, nel momento in cui si separavano all'angolo di qualche via traversa o a un bivio, per raggiungere le loro rispettive case? Che cosa rappresentava Buon Natale per Scrooge? In giro per augurarsi Buon Natale! A che cosa questo gli aveva mai giovato?
Possiamo considerare il Natale un periodo di riflessione su se stessi? Forse il periodo subito precedente (quello conosciuto come il periodo dell'avvento)? Quando arriva Natale vi capita di riflettere su voi stessi? Vedremo come Scrooge in questo Natale affollato di spiriti riflette su se stesso, in fondo leggere è anche riflettere, appunto Rifleggere!
In questo percorso di lettura ci siamo soffermati sulle descrizioni. Quante volte ci capita di dire o sentir dire "ma in questo libro ci sono troppe descrizioni, che noia!" certo quando le descrizioni sono noiose il libro muore prima di nascere ma in fondo non può esistere un libro senza descrizione. Susan (che presto conoscerete meglio) ci dice "altrimenti è un film" ma poi, i film sono privi di descrizioni? Abbiamo letto poche righe per gustarci la maestria di Dickens nel trasportarci da un luogo all'altro nel tempo, o da un momento all'altro nello spazio e comunque sempre emotivamente per mano. Provate a leggere queste righe a voce alta, lentamente:
Lo spirito e Scrooge, traversando l'androne, si diressero verso una porta nella parte posteriore della casa. Questa si aprì dinanzi a loro, lasciando vedere una lunga, spoglia e malinconica stanza, resa ancora più spoglia da tutta una fila di rozzi banchi e tavolini. A uno di questi, un ragazzo era seduto solo a leggere vicino a un debole fuoco; e Scrooge, sedendosi su uno dei banchi, ianse nel vedere se stesso, povero e dimenticato come era solito essere.
Poi smettete di leggere e vi accorgete che non siete tra quei banchi. Lo so, quello che dico è molto banale e io non ho l'autorità per dirlo, ma lo voglio dire lo stesso "bravo, vero?"
Il Canto di Natale, potrebbe essere l'opera che è senza queste descrizioni? Un po' come trasformare Scrooge in un buono ... ma poi in fondo Scrooge è cattivo? O solo vittima di un'educazione sbagliata?
Qualche altra riga poi l'abbiamo letta per cercare di capire il background familiare di Scrooge. Così solo, scorbutico, taccagno, egoista ... cattivo! Con chi è cresciuto Scrooge?
Ora non stava più leggendo, ma passeggiava in su e in giù, con aria disperata. Scrooge guardò lo spettro scuotendo mestamente la testa, diede un'occhiata ansiosa alla porta.
Questa si aprì e una bambina molto più piccola del ragazzo venne dentro di corsa e, gettandogli le braccia al collo e baciandolo più e più volte, lo chiamò il suo "caro, caro fratello".
2Sono venuta per portarti a casa, caro fratello" disse la bambina, battendo le mani e ridendo, "per portarti a casa, a casa, a casa".
"A casa piccola Fan?" rispose il ragazzo.
"Sì" disse la bambina raggiante di gioia. "A casa e per sempre. Il babbo ora è talmente più buono di prima, che la nostra casa è un paradiso! Mi ha parlato con tanta dolcezza, una bella sera, quando stavo andando a letto, che non ho più avuto paura di chiedergli una volta di più se tu potevi tornare a casa, e lui ha detto di sì, che dovevi tornare e mi ha mandato in carrozza a prenderti. E tu diventerai un uomo" disse la bambina spalancando gli occhi "e non tornerai più qui; ma per prima cosa saremo tutti riuniti per tutto il periodo di Natale e ci divertiremo come non ci siamo mai divertiti."
Dunque un'infanzia pesante per il povero Signor Scrooge. Allontanato da casa alla morte della madre da un padre pieno di dolore da non avere braccia e parole di consolazione per il figlio neo-orfano. Tante persone che non sono orfane non lo sanno, ma quando un bambino perde la madre e ha un padre incapace di aiutarlo, perde la capacità di amare. Un bambino che perde presto la madre deve lottare con il più grosso drago del mondo per sopravvivere. Ma un bambino per crescere felice non deve sopravvivere, deve vivere ... o si allontana dalla realtà emotivamente, chiudendosi in un gelo terribile, come quello di Mr Scrooge. "Quasi quasi mi fa pena" dice Soraya mentre leggiamo, quanti lo hanno pensato? Sì, perché la lettura, come la vita, per essere piacevole deve essere affrontata senza giudicarla.
Quante volte sentiamo dire che il Natale è una fesseria e che festeggiarlo è un'idiozia, eppure sentite cosa ci insegna Scrooge quando lo spirito lo accompagna nel ricordo di uno dei Natali più belli della sua vita. Il Natale passato al fianco del suo amico e compagno di lavoro Dick, il Natale passato con il suo padrone, uomo che dispensa felicità, Fezziwig:
"Bravi!" gridò il vecchio Fezziwig, scendendo giù da quella sua alta scrivania con un'agilità straordinaria. "Sgombrate tutto, ragazzi, che ci sia molto spazio! Su, Dick! Svelto, Ebenezer!"
Sgombrare! Non c'era cosa che non avrebbe sgombrato, o che non avrebbe potuto sgombrare, sotto gli occhi del vecchio Fezziwig. Tutto fu fatto in un attimo. Tutte le cose mobili vennero imballate, come se fossero escluse d'ora innanzi dalla vita pubblica; il pavimento fu spazzato e innaffiato, le lampade furono ravvivate, il carbone fu messo sul fuoco; e il magazzino si trasformò in una sala da ballo comoda, calda, asciutta e luminosa quanto era possibile desiderare in una serata invernale.
[...]
Durante tutto questo tempo Scrooge si era comportato come un uomo che abbia perduto la ragione. Il suo cuore e il suo animo erano tutti presi dalla scena e dall'antico suo essere. Confermava ogni cosa, ricordava ogni cosa, si divertiva di ogni cosa ed era in uno stato di stranissima agitazione. Fu solo in quel momento, allorché le facce luminose di quelli che erano stati lui stesso e Dick disparvero dalla loro vista, che si ricordò dello Spettro e si accorse che questi lo guardava fisso, mentre la luce sulla sua testa brillava di un vivo chiarore.
Potremmo quasi quasi dire: che emozione! Ma poi, Scrooge, come molti, si spaventa delle emozioni. Cosa succede?
Non vi posso citare tutto il libro altrimenti poi vi passa la voglia di leggerlo, o rileggerlo ma sappiate che poche righe dopo Mr Scrooge, proprio lui in persona, si arrabbia perché FEzziwig è un dispensatore di felicità e questo paga molto di più dell'essere ricco. Anche a voler pagare tantissimo un regalo, nulla paga quanto saper donare un sorriso. Sarà vero? Questo libro, più lo leggo e più mi sembra attuale. Sbaglio? È proprio questa lotta tra la ricchezza economica e la ricchezza emotiva che mi fa pensare che lo sia, se ne parla anche oggi: ma tu sei ricco di cuore. Ma che ti importa vale di più un abbraccio di un amico che dieci appartamenti nelle capitali europee eppure sembra che nessuno ci crede, che tutti inseguano di più i dieci appartamenti nelle capitali europee però ... sembra un paradosso.
"Ecco la leggerezza con la quale agisce il mondo" disse Scrooge. "Non c'è cosa contro la quale si mostri duro come contro la povertà; e tuttavia non c'è cosa che mostri di condannare  tanto severamente quanto la ricerca della ricchezza."
Che frase contorta e difficile ... difficile o vera? Perché vero è spesso difficile, non è vero?
L'incontro con il ricordo della fidanzata che lo ha lasciato alla sua libertà di possedere ricchezza allontanandosi dal ragazzo gioioso che era stato rappresenta il momento in cui lui si chiude e il suo mondo mette un confine ben preciso. Lui non vuole sbagliare e vuole essere superiore al mondo per non essere giudicato. Lei se ne va, lo lascia alla sua libertà, lo abbandona e da quel momento ... lo Spirito ci mostra la gioia di lei nel condividere il Natale con la sua famiglia: un marito, dei figli rumorosi che la strapazzano, una madre ... Bella, la sua ex fidanzata è nonna, felicemente nonna e lui? Ha un nipote ma ... !
Che cosa non avrei dato per poter essere uno di loro! Eppure non avrei potuto mai essere tanto villano, no certo. Per tutto l'oro del mondo non avrei tirato e strappato quei capelli d'oro [...] avrei avuto paura che per punizione il braccio mi rimanesse contorto e non si fosse mai più raddrizzato. Eppure confesso che mi sarebbe piaciuto immensamente [...]
 Forse il coraggio di vivere? Vedremo l'11 mattina che cosa ci dice lo spiritello del presente.
A presto e buona lettura e ... ma chi lo ha detto che Dickens è triste? Noi benché poche ridiamo sempre tanto alle nostre letture, forse le nostre bizzarre interpretazioni?

Poche ma allegre in compagnia del Canto di Natale di Dickens

Libe non legge con noi perché ha classe di flamenco a quell'ora ma non manca mai di venirci a salutare e a chiedere di che si è parlato.