RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

venerdì 28 novembre 2014

Aspettiamo il Natale leggendo ... Charles Dickens, Canto di Natale

Eccoci ancora qui per portare avanti la tradizionale lettura del Canto di Natale di Charles Dickens in attesa del festivo evento.
Il 27 novembre ci siamo riunite (Elizabeth e io) con Barbara, Soraya, Susan e Libe a leggere e commentare il primo capitolo del libro, quello in cui si introducono i personaggi, i retroscena e le aspettative. Si portano in figura ricchezza e miseria, economia e emotività, scuro e chiaro, taccagneria e condivisione ... e aspettative.

Perché parlo di aspettative?
Io sono arrivata all'appuntamento (un luogo magico ma poi vedremo perché) per prima e dopo aver passato 40 minuti in mezzo al traffico e alla puzza di smog della grande città, tossendo cercando di espellere l'aria inquinata dai miei polmoni ho pensato
"mamma mia quanto amo Ostia, dove puoi andare sulla spiaggia, camminare in silenzio e senza fretta guardando la fine del mare che ti mette in contatto con l'infinito e il suono delle onde e l'odore dello iodio fa riposare il tuo organismo e rallegra il tuo cervello". 
 Proprio mentre chiudevo questo pensiero un po' bucolico è arrivata Barbara da Ostia Antica dicendo
"finalmente un po' di città caotica".
Aspettative, bisogni, desideri, ricerca, passione, esperienza ... questi siamo noi e ogni lettura di libro accoglie tutto ciò rendendo diversa la stessa storia. Nella condivisione dal calderone magico che convoglia letture e persone e storie personali e aspettative e ... prende forma una storia, la nostra storia di Natale. Noi ricorderemo con gioia questo Natale anche per averlo condiviso con queste letture romane e speriamo anche di altre città.

Ci siamo ritrovate alle 10.00 al Ristorante L'Una e l'Altra de La casa Internazionale della Donna. Sedute in giardino intorno ai fogli del Canto di Natale di Charles Dickens e di altri libri che Elizabeth e io stiamo valutando di leggere insieme.
Ci siamo presentate, conosciute e sedute in semicircolo. Un segnale davvero positivo a mio avviso.
Ho aperto la lettura io raccontando la parte di libro che avremmo letto e come l'avremmo letta. Ho proposto una lettura in due lingue e le ragazze si sono subito dimostrate interessate.
Elizabeth ha aperto la lettura in inglese, poi abbiamo fatto alcuni commenti, poi io ho letto in italiano e le ultime chiacchiere prima dei saluti. Io, confesso, ho mangiato al Ristorante per continuare un po' a sognare con i loro gustosi piatti.

La descrizione di Scrooge, il suo incontro con il nipote povero e la presenza dell'impiegato infreddolito. Le descrizioni di Dickens ad alcuni sembrano lunghe e noiose ma in realtà se si legge rallentando un pochino ci si accorge di come queste descrizioni fantastiche ti portano via dal tuo mondo per accompagnarti quasi fisicamente in un altro mondo. Lo so, così Don Quijote de La Mancha è diventato pazzo ma noi non ci diventeremo ... già lo siamo.
Dunque finita la lettura in inglese (applauso a Elizabeth per la sua dizione e la capacità di mantenere alta l'attenzione dell'ascoltatore durante la lettura) abbiamo parlato un po' del pezzo, delle proprie sensazioni e della difficoltà di ascoltar leggere in un'altra lingua ma
"la parte iniziale e descrittiva è stata molto difficile da seguire ma poi arrivati al dialogo mi sono accorta che potevo distinguere il ricco dal povero, il taccagno dal generoso e alla fine ho capito, anche grazie alla condivisione prima della lettura"
qualcuno ha commentato. Nella corsa mattutina che inizia come mamma e non come lettrice ho dimenticato il mio Canto di Natale a casa ma per fortuna siamo nel 2014 e abbiamo potenti mezzi tecnologici così con l'aiuto del cellulare e di un e-reader sono riuscita a recuperare una versione italiana digitale e abbiamo affrontato la lettura in italiano. Certo è emozionante leggere autori tanto importanti di fronte a quattro persone così speciali e in un posto magico come la Casa Internazionale della Donna. Come sono io a leggere? Lascio valutare gli altri, non è compito mio. Vi posso però dire che è stata una mattina piacevole in cui la lettura è stato un potente calderone nel quale si sono fuse conoscenza, relazione, apertura, confronto, condivisione, crescita, speranza, desiderio ... e se trasformassimo il Natale in tutto ciò?

In questo lettura di Dickens, in questo calderone, abbiamo mescolato idee sul positive thinking emerse nella precedente discussione, la consapevolezza che per essere buoni si deve passare per l'essere cattivi ma non è necessario uccidere qualcuno, a volte basta leggere ... e Scrooge ci aiuta. Leggere Dickens ai bambini? Troppo cruento? In fondo come anche lo sono state le fiabe: orali e terribili per insegnare da cosa difendersi, con l'arrivo della scrittura e di Perrault le fiabe sono state fissate e la sorellastra di Cenerentola ha tagliato la punta dei suoi piedi per mettere la scarpetta di cristallo, i fratelli Grimm hanno rimesso un po' le cose a posto senza eliminare la durezza della vita mentre Walt Diseny ha ammorbidito completamente la vita, senza però cancellare il male.
io trovo queste letture estremamente piacevoli, un momento di incontro e di crescita importante e che sono contenta di aver intrapreso.

Ieri era il Thanksgiving Day, una tradizione che io in realtà non conosco e della quale non so parlare ma Grazie a tutti per aver condivisio questa lettura con noi e per aver reso questa giornata speciale. Grazie a:

Elizabeth,
Soraya, Susan e Barbara,
a Libe per l'accoglienza,
ad Aurora alle sue collaboratrici e al Ristorante L'Una e l'Altra,
a La Casa Internazionale della Donna e 
a Charles Dickens e al suo Canto di Natale (un ottimo pretesto per incontrarci).