RifLeggendo

L'autore racconta cosa c'è nel suo cuore e nella sua memoria, l'editore vende il racconto nel modo che gli sembra più adatto a quella storia o a quel pubblico, il lettore percepisce la storia secondo ciò che ha nel cuore e nella memoria. A volte lettore - editore - autore si incontrano per parlare del libro che non appartiene più a nessuno ma ha una vita sua. Mille riflessioni possono nascere dalla stessa lettura, uguali e contrastanti per questo le chiamo RifLetture che sono altro dalle recensioni. Chi recensisce giudica, io non sono all'altezza di giudicare ma sicuramente posso riflettere nelle letture: RifLeggendo condivido qui.

lunedì 10 febbraio 2014

D come donna - un racconto ramingo al femminile

Ciao a tutti,
questa volta sono qui a proporvi una follia, un gioco, un racconto mondano al femminile.
Una cosa che forse ci porterà via del tempo ma che forse potrà dire qualcosa sulle Donne, farà dire qualcosa alle Donne, farà parlare delle Donne.
Il gioco è semplice da un incipit generico che vi dirò prossimamente, vorrei che ciascuna donna, anzi Donna, apportasse il suo contributo con la sua storia, narrando, aggiungendo qualcosa al personaggio e all'incipit.
Cercherò di mettere insieme i pezzi in ordine e possibilmente dando un senso alla storia che si va piano piano formando. Quando ci saranno un bel numero di contributi e  la storia avrà avuto un inizio, un imprevisto, una soluzione e una conclusione la trasformerò in un e-book gratuito con il nome di tutte le autrici. Chiunque potrà scaricare l'e-book dal blog.
L'idea è quella di un libro che da voce alle Donne, scritto da Donne, da far girare nel mondo (anche se un piccolo, piccolissimo, mondo).
Non c'è un vincitore a questo gioco ma sicuramente ci sarà una voce importante.

L'idea mi è venuta leggendo "Una passeggiata con Mr Gladstone" di Roy Lewis (che ormai avrete capito essere uno dei miei autori preferiti), nella traduzione di Maria Grazie Bellone . Inghilterra, il quattro volte primo ministro Gladstone si era dato una missione pia: adescava dal marciapiede prostitute per consegnarle poi a sua moglie che le inseriva nei suoi asili e si occupava del loro riscatto terreno (?), ma più che altro ultraterreno. In una sua passeggiata notturna Gladstone, conosce Walter (pseudonimo dell'autore di una scandalosa autobiografia del periodo vittoriano, La mia vita segreta). La pia missione di Walter, invece, è molto fisica e fortemente biologica. Il "puttaniere" (mi posso permettere? ditemelo voi) Walter presenta Cora Pearl (cortigiana, amante di Napoleone III e musa di Zola - vi basta?) al benefattore quattro volte primo Ministro inglese Mr Gladstone. Cosa succederà?
Cosa succederà andatelo a leggere, è un libro molto carino e pieno di stimoli. Quello che mi ha colpito è l'incontro tra questi due personaggi, forse con lo stesso carattere ma con obiettivi opposti.

Così la descrive il pio Mr Gladstone:

" [...] Sì, la figura raccolta su se stessa, il contegno che esprime supplica e ritrosia insieme, sono inconfondibili. [...] Con gli abiti curati e rispettabili, il personale svelto, il vizio che offre è succulento e servito con i modi della signorina per bene. Forse è una governante caduta in disgrazia, o la figlia disonorata di un ecclesiastico povero ... Dichiarano spesso di essere tali, e lui ha imparato che è scandalosamente vero. "
E sempre Mr Gladstone fa differenza tra una prostituta e l'altra, ci sono quelle sfortunate di buona famiglia e quelle che lo sono e basta, dalla nascita, e che non ci puoi fare niente.

"Lui si toglie un'altra volta il cappello, maestosamente rimette in tasca l'eloquente opuscolo di Dickens, offre alla ragazza uno scellino, subito afferrato e saggiato con i denti senza peraltro che sia arginato il fiotto di oscenità che lo segue per alcuni metri lungo il parapetto. Egli sospira e sa comprendere. Non gli fa piacere, ma ne ha viste di peggio e lo accetta come parte del suo operare, l'espiazione della sofferenza, che in qualche maniera va condivisa. La moneta, per lo meno, aprendole la porta della rivendita di gin, la toglierà per un paio d'ore dalla degradazione della strada." 

Ed ecco invece la descrizione di Walter, quello che può anche essere inteso come l'altra faccia della stessa medaglia (così si dice vero? Ogni medaglia ha un lato buono e uno cattivo, uno che odora e uno che puzza ecc...).

"[...] Le Maddalene (riferendosi alle prostitute che riescono a sfuggire a quel mondo) sono rare - e per giunta poco seducenti, in generale. Sono spesso le donne che riescono maluccio nella professione e si ritirano dalla mischia accontentandosi della magra zuppa offerta dalle anime pie. Quelle che sanno cavalcare la vita allegra, almeno per alcuni anni, hanno una sorte sicuramente preferibile e se la passano meglio di quanto non farebbero in un ospizio dove vige una dura disciplina, il vitto è monotono e il lavoro rieducativo è noioso [...] Ne ho conosciute parecchie, che si sono sottoposte alla cura e poi sono tornate alle antiche abitudini con notevole sollievo ... per non usare un'espressione più forte!"

Ma la prostituta è solo il pre-testo per parlare di una borghesia bigotta che si salva l'anima con opere pie e di una borghesia lussuriosa che salva le anime altrui facendole divertire. Persone che vivono nella stessa terra, o Terra, e rispecchiano mondi diversi, ma parlano della stessa cosa.

L'idea che mi è venuta è quella di dare voce alle diverse facce della Donna (maschietti tacete, so già a cosa pensate, ma la Donna non in quanto prostituta, piuttosto in quanto fragile, fisicamente più forte rispetto alla malattia ma più debole rispetto al sesso maschile, madre con dolore, con rinuncia e sacrificio mentre sorride e lavora, e cucina, e pulisce, e racconta storie, e accontenta il marito ... mentre prevede il futuro e cerca di prevenirlo per dare a ciascun membro della sua famiglia, antica e nuova, un posto dignitoso da occupare fino alla fine, mentre cerca dignità in gran parte riservata agli uomini. Ma ci sono anche donne che conducono la loro vita come se fossero uomini, non parlo di omosessualità, parlo di Donne che non tollerano la fragilità delle altre Donne, non condividono i sacrifici delle altre Donne, non condividono - o non conoscono, o non capiscono - le altre Donne e vivono come gli uomini.
In questi giorni mi dedicherò a scovare nel mio cassetto segreto un incipit che valga la pena e se ve la sentite costruiremo insieme questo racconto al femminile. Se nel frattempo qualcuna ha un incipit da proporre sarò ben lieta di cederle il passo.